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Delago: “Davanti ci sono le migliori”

Nicol Delago: “Ho dato tutto, evidentemente a metà potevo rischiare qualcosa di più, anche dal punto di vista delle linee stare un po’ più chiusa perché quando mi apro, mi apro troppo e prendo troppa aria. E quando siamo tutte così vicine, i particolari fanno la differenza. Sicuramente davanti ci sono le migliori e si può solo imparare da loro, io guardo avanti. Pochi 13 centesimi? Tutto fa la differenza, cercherò di migliorare in vista del futuro. Io oggi stavo bene, non vedevo l’ora di scendere, sono soddisfatta del piazzamento e ora lavorerò per crescere. Peccato per la discesa corta, mi sarebbe piaciuto partire da su, ma noi dobbiamo accettare le decisioni. Cosa mi è venuto in mente quando ho visto che avevo il quarto tempo? Ho visto anche il distacco di 14 centesimi dalla prima e ho pensato: ‘No, non è vero’. Poi sono scese altre che sono andate più forte, ma io sono contenta così, posso andare alla premiazione con le big ed è qualcosa di speciale”.

Sofia Goggia: “Non ero andata bene neanche nelle prove, magari in gara pensavo mi scattasse qualcosa in più. Mi spiace non aver performato al mio meglio, chiaro che ai Mondiali contano solo le medaglie e io ho preso un secondo. Non sono contenta della mia gara in sé, ma non sono neanche triste per questa tappa del percorso, oggi non è andata e bisognerà fare un po’ di analisi, vedere quello che ha funzionato e quello che non ha funzionato, ma il mio percorso continua. Vonn? Un’atleta straordinaria, sono molto contenta davvero di aver gareggiato insieme a lei e sono contenta anche per la Stuhec perché l’anno scorso si è fatto male nell’anno olimpico. Insieme fanno davvero un bel podio. Il mio Mondiale continuerà con il gigante”.

Nadia Fanchini: “Ci ho provato, si correva come al solito per la medaglia, ma ho fatto mezzo secondo di troppo. Pensavo di essere andata anche meglio, ho cercato di stare più chiusa possibile, ma non è andata. Era una discesa sprint, molto molto facile, rispetto alle prove ogni giorno è diventata più semplice. Gli allenatori mi avevano detto che la neve sarebbe stata più lenta, ho provato anche a modificare un po’ le linee, ma comunque sentivo di non andar veloce e in cima c’era un po’ di vento. La luce? Le gare sono così, bisogna avere anche un po’ di fortuna”.

Francesca Marsaglia: “Non è una scusa, ma se vedi i piedi dove attaccare le curve è diverso. In più c’era un po’ di vento, mi hanno detto di stare chiusa il più possibile. È stata un po’ turbolenta questa discesa, io ci ho provato dalla prima all’ultima curva. Sono consapevole che in discesa devo lavorare ancora tanto, a inizio stagione neanche avrei dovuto farla. Ma sono qui, ho fatto buoni risultati, se tutto va come deve andare l’anno prossimo comincio la preparazione insieme alle altre, io di sicuro non lascio la discesa. Mi spiace perché il Mondiale è una gara secca e non ho portato a casa nulla. Peccato che non siamo partiti da su, perché per noi sarebbe stato buono, c’erano due passaggi molto tecnici e lisci, dove avremmo poturo dire la nostra”.

Da fisi.org

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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