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DH Bormio, che inizio! Franzoni d’argento e Paris di bronzo. L’oro è di Von Allmen

L’Italia conquista due medaglie olimpiche nella discesa maschile. Sulla Stelvio di Bormio, Giovanni Franzoni è argento, Dominik Paris bronzo, battuti soltanto da Franjo von Allmen, autore del miglior tempo.

Franzoni chiude in 1’51”81, a 20 centesimi dall’oro, con una discesa costruita nel cuore della pista. Il passaggio chiave è il terzo settore, dove l’azzurro firma il miglior parziale grazie a una linea alta e continua che gli consente di mantenere velocità senza farsi scaricare. In Carcentina entra compatto, tiene la quota e arriva verso San Pietro ancora in spinta, limitando il distacco nel tratto finale. È una gara gestita con precisione, senza correzioni evidenti, sempre dentro il ritmo della Stelvio.

Alle sue spalle si inserisce Paris, che ferma il cronometro in 1’52”11, a +0.50. La sua discesa cresce con il passare dei metri. Nella parte alta concede qualcosa, poi aumenta progressivamente efficacia e stabilità. In Carcentina perde qualche chilometro orario rispetto ai migliori, ma nel tratto conclusivo difende il margine con peso e scorrimento, arrivando lungo sull’ultimo salto e mantenendo la terza posizione.

Davanti a tutti resta von Allmen, oro in 1’51”61. Lo svizzero costruisce il vantaggio fin dall’alto, con un primo settore di riferimento e soprattutto un quarto settore dominante, interpretato con una linea molto alta che riduce la strada e mantiene lo sci sempre in accelerazione. In Carcentina passa a 97 km/h, senza dispersioni, ed è l’unico a non concedere nulla lungo l’intero tracciato.

La gara si sviluppa su velocità elevate fin dall’inizio, con punte oltre i 145 km/h e salti attorno ai 50 metri. La Stelvio chiede intensità continua e precisione assoluta: sei settori in cui ogni scelta di linea pesa sul risultato finale, come emerso anche dalle analisi tecniche a caldo.

Fuori dal podio resta Marco Odermatt, quarto a +0.70. Lo svizzero scia una discesa di alto livello tecnico, molto pulita nelle prime curve e precisa nell’ingresso in Carcentina, dove passa con velocità elevata. È nel tratto finale che perde il tempo decisivo: rispetto a Franzoni e Paris non riesce a mantenere la stessa accelerazione verso San Pietro, lasciando sul terreno i decimi che lo separano dalla medaglia. Gara solida, ma insufficiente per salire sul podio olimpico.

Subito alle sue spalle chiude Alexis Monney, quinto a +0.75, autore di una prova aggressiva soprattutto nella parte bassa, dove recupera terreno grazie a un’uscita molto veloce dall’ultimo salto. Poco più indietro Vincent Kriechmayr, sesto a +0.77, che paga un ingresso meno efficace in Carcentina nonostante una buona gestione delle velocità nella parte alta.

Per l’Italia, oltre alle due medaglie, arrivano segnali importanti anche dagli altri azzurri. Mattia Casse chiude decimo in 1’53”28, con una discesa regolare ma penalizzata nella zona centrale, dove perde velocità in uscita dai dossi più marcati. Florian Schieder termina 15esimo in 1’53”57, pagando soprattutto l’ingresso in Carcentina e il tratto verso San Pietro, dove non riesce a difendere la quota come i migliori.

La classifica della discesa

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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