Gare

DH Bormio: Paris prima posizione provvisoria

Non succede più nulla di eclatante o sorprese. Dominik Paris, vince la discesa di Bormio davanti a Svindal e Jansrud

22: Nils Mani (SUI) Troppo impegnativa e faticosa questa pista per il ragazzo elvetico che stenta a uscire dall’anonimato, dopo che nel 2012 sembrava essere un njuovo fenomeno della velocità elvetica. Aspettiamolo perché il talento ce l’ha. Qui ha chiusa a oltre tre secondi.
21: Bryce Bennet (USA):
l’americano prova a spaventare Paris col miglior primo intermedio, poi rimedia qualche imperfezione e taglia il traguardo una pur buona gara a +1″34. Finisse così sarà felicissimo
20. Romed Baumann (AUT):
la pausa causata dal vento dura poco e èparte l’austriaco sciuando molto bene. Ma non è velocissimo, non si fida e tira qualche frenata. Il ritardo è notevole: +2″22.
19. Hannes Reichelt (AUT):
poteva essere la sua pista, la sua situazione ideale anche se avrebbe gradito di più anche lui un terreno più duro. Ha sciato in maniera splendida ma gli è mancato il guizzo finale: 39/100 il suo ritardo.
18. Christof Innerhofer (ITA):
1 decimo dopo i primi 10 secondi che poi diventano subito 41 dopo i primi 30. Gara già compromessa? Purtroppo sì, perché il gap continua a salire fino a +0.75 laddove avrebbe potuto fare la differenza. Dopo la Carcentina supera il secondo e nel tratto di massima resistenza e velocità non può che continuare a perdere qualcosina fino a chiudere a + 1″31 da Paris
17 Alexander Aamodt Kilede (NOR): una prova diligente, ma sulla curva Fontanalunga, la neve ha cominciato a smollare un pochino e lui lì ha patito un po’. Il ritardo accumulato poi è aumentato fino a superare il secondo. Non una delle sue migliori performance.
16: Travis Ganong:
prova mediocre fin dall’inizio poi si schianta nelle reti superando le tre linee. Problemi forse al ginocchio
15: Adrien Theaux (FRA):
partenza a razzo per il francese che arriva al primo intermedio con un lieve vantaggio di 5/100, poi è troppo prudente sulla Carcentina, dove oggi si poteva osare di più e così pure sul San Pietro. Al traguardo paga 85/100. dopo un errore che lo stava per buttare fuori pista
13. Peter Fill (ITA)
. una strana vibrazione patita subito sullo sci sinistro l’ha mandato in confusione. Qualcosa non ha fiunzionato in curva. Il sua è stato poi un inseguimento senza la giusta tranquillità. Peccato
11. Dominik Paris (ITA): una prova stupenda premiata con la prima posizione provvisoria. Non composto in alcuni passaggi, ma come già detto, qui bisognava ricercare il massimo della velocità. Un passaggio, definibile alla Innerhofer, con sci sinistro per aria sul salto del San Pietro ci ha fatto pensare a un ritardo nei passaggi successivi. Invece Dominik non ha mai perduto un istante il contatto con il senso della vittoria. Velocissimo sul fin ale. Vedremo come andrà a finire
10. Andreas Sander (GER): il tedesco è in crescita quest’anno, ma questa pista si doma con l’esperienza. Ha sciato bene, forse troppo, perché, come ha dimostrato Svondal, meglio cercare il massimno feeling con la velocità che con la linea ideale, considerata la neve poco ghiacciata. Il suo ritardo è elevatissimo. Quasi irriconoscibile. Ecco l’esperienza di cui accennavamo prima…
9. Beat Feuz (SUI): Avrebbe dovuto raggranellare quanto più possibile nel primo tratto dove invece si è esibito in un preṡentatàrm che lo ha frenato non poco. Peccato, perché poi è andato come un treno e il ritardo di 46/100 di metà pista è sceso a +0,27. Bravo!
8. Patrick Kueng (SUI): l’ex campione del mondo 2015 ha disegnato una prova a due facce: ben presente sugli sci nella prima metà, poi un po’ sulle uova dalla Carcentina al traguardo.
7. Aksel Lund Svindal (NOR): primo tratto sulla linea di Jansrud. Ha badato più a fare andare gli sci che a curare la linea. E’ basso sulla Carcentina ma i freni non li tira mai! Ha sfruttato la sua incredibile sensibilità per fare la differenza sullo Shuss finale, concludendo la gara 13 centesimi prima di Jansrud
6. Manuel Osborne Paradis (CAN). Errore grave poco prima della Carcentina dove finisce ogni tipo di velleità di podio. Eera già comunque in forte rtitardo nel primo tratto. Ha recuperato due decimi nel tratto finale.
5. Kjetil Jansrud (NOR): Velocissimo nel canalino in alto, linee strettissime consentite dalla neve soft, strettissimo anche sull Carcentina. Una gara magnifica dall’inizio alla fine, forte di una sicurezza ineccepibile. Ha potuto giocare un po’ ,correggendo atteggiamenti al limite del gesto tecnico, idandosi di una neve amica.
4. Vincent Kriechmayr (AUT): geniale nella scelta delle linee, molto coraggioso, ma la corsa verso una probabile vittoria si è interrotta nell’ultima curva prima del finale, dove si è i clinato eccessivamente fino quasi a fermarsi. Chissà la reazione dopo aver scoperto che aveva circa mezzo secondo di vantaggio!
3. Matthias Mayer (AUT): perfetto nelle curve, bravo a correggere le inee grazie alla neve morbida. Un pochino lungo sulla Carcentina, ma niente di che. Lungo sul San Pietro, non il massimo della scorrevolezza nel lungo tratto finale. La differenza nel tratto più tecnico
2. Thomas Dressen (GER:). sulla linea di Max Freanz, poi perde nella zona centrale 4 decimi che si porta dietro fino allo sguss finale dove rosiucchia qualcosina.
1. Max Franz (AUT): lungo nel tratto Fontanalunga, molto bravo invece agli Ermellini, dove ha pennellato e questo gli ha permesso di affrontare la Carcentina con una buona velocità. Poi piggola spigolata prima del salto Del San Pietro (30 metri rispetto ai soliti 50) ma poii ottimo ritmo fino al traguardo.
Ore 12:30 parte la discesa di Bormio con 45 minuti di ritardo, tempo necessario per ultimare la pulizia della pista, sporcata da neve pesante caduta le 24 ore precedenti.

Ranking dopo i primi 20

RANK BIB NAME NAT TIME DIFF
1 11 PARIS Dominik

ITA

1:56.95
2 7 SVINDAL Aksel Lund

NOR

1:56.99 +0.04
3 5 JANSRUD Kjetil

NOR

1:57.12 +0.17
4 9 FEUZ Beat

SUI

1:57.26 +0.31
5 19 REICHELT Hannes

AUT

1:57.34 +0.39
6 3 MAYER Matthias

AUT

1:57.56 +0.61
7 15 THEAUX Adrien

FRA

1:57.80 +0.85
8 1 FRANZ Max

AUT

1:57.83 +0.88
9 8 KUENG Patrick

SUI

1:57.98 +1.03
10 17 KILDE Aleksander Aamodt

NOR

1:58.07 +1.12
10 6 OSBORNE-PARADIS Manuel

CAN

1:58.07 +1.12
12 2 DRESSEN Thomas

GER

1:58.11 +1.16
13 13 FILL Peter

ITA

1:58.24 +1.29
14 18 INNERHOFER Christof

ITA

1:58.26 +1.31
15 14 CLAREY Johan

FRA

1:59.02 +2.07
16 20 BAUMANN Romed

AUT

1:59.17 +2.22
17 4 KRIECHMAYR Vincent

AUT

1:59.30 +2.35
18 12 KLINE Bostjan

SLO

1:59.37 +2.42
19 10 SANDER Andreas

GER

1:59.38 +2.43
21 BENNETT Bryce

USA

Next
16 GANONG Travis

USA

DNF

 

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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