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DH Gardena: Nyman ne approfitta

Era già su un palchetto improvvisato assieme a Jansrud e a Svindal, poi Erik Guay ha dovuto girare la testa verso il tabellone dei tempi e verificare che effettivamente lo sloveno Rok Perko aveva fatto meglio di lui. Fin quando si è dovuto arrendere, considerato che l’americano Steven Nyman era stato ancor più bravo dello sloveno. E i colpi di scena sono proseguiti fino alla fine perché Silvano Varettoni, dopo aver fatto segnare ottimi intertempi si è fermato in settima posizione fin quando, col pettorale 52 Werner Heel lo ha cacciato in ottava avendo fermato il cronometro col sesto miglior tempo. Wow, fantastico quando una discesa libera rende le sorti della classifica incerta fino alla fine. Da ricordare che si partiva da molto più giù, dopo che la giuria aveva pensato di effettuare due manche. Poi, considerato l’orario della partenza, si è deciso per una manche unica. Insomma, gara da fare a tutti i costi, ma questi sono anche i risultati. C’è da chiedersi: ma in condizioni normali che fine avrebbe fatto Nyman? Comunque queste sono le regole e tutti devono accettarle. D’altra parte in Gardena gli organizzatori hanno fatto miracoli e molti dovrebbero imparare da loro. Nyman e Perko ringraziano. Un po’ meno Marsaglia e Hinnerhofer che non hanno gradito una pista e una neve troppo lente.  Domani tutti in Badia…. ssstttt!

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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