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DH Garmisch: Ganong e gli infortuni

I primi soccorsi all’americano Steven Nyman: per lui probabile problema al ginocchio
Il francese Valentin Giraud Moine dolorante appena dopo la caduta
Il volo impresionante del canadese Erick Guay,. fortunatamente è atterrato sul ripido e l’impatto è stato attutito dall’air bag. nesusna conseguenza per lui

Disputare una discesa del genere con una prova sola non può che creare danni irreparabili: l’americano Steven Nyman e il francese Valentin Giraud Moine sono finiti in ospedale trasportati da un elicottero. Il francese pare abbia avuto la peggio, come hanno testimoniato immagini davvero impressionanti. Altri non sono riusciti a trovare le giuste misure e sono valati in cielo come il canadese Erik Guay, salvato dall’air bag, o come il norvegese Kilde, tra i favoriti. Stiamo anche attendendo di conoscere le condizioni del canadese Broderick Thompson, sceso col 51e fino al punto della caduta in lizza per un buon piazzamento (perdeva solo 86/100 a metà percorso).
Per la cronaca  la vittoria è andata all’americano Travis Ganong, che aveva vinto una sola volta prima, nel dicembre 2014 a Santa Caterina.

Travis Ganong

Lo statunitense ha anticipato il norvegese Kjetil Jansrud, che ha così cancellato le delusioni di Kitzbühel. Come ha fatto anche Peter Fill che ritrova giustizia con un terzo posto grazie a quei sei centesimi di vantaggio nei confronti dell’austriaco Hannes Reichelt.

Peter Fill

Una “Kandahar 2” davvero in splendida forma, dove Ganong ha saputo vincere perché ha sbagliato di meno. Nessuno l’ha passata liscia su quelle curve dove bisognava trovare la strategia migliore per limitare i danni. Linee ideali non si potevano fare se non rallentando notevolmente la velocità. E chi glielo dice a quelli di farlo? Tutti hanno dovuto invetare diversi passaggi, sempre in considerazione  del fatto che tutti hanno potuto fare una sola prova. Non c’è stato discesista che non abbia commesso errori Come Dominik Paris (+1″21) ma il trionfatore di Kitzbühel ha sbagliato nel punto peggiore: lunghissimo nell’ultima curva prima di un tratto in falsopiano. Era transitato con un buon vantaggio, dissipato subito e trasformato in un secondo di ritardo. Senza contare che anche a metà aveva preso una curva molto lunga. Ha cercato troppo la velocità a discapito delle linee. Ci voleva una via di mezzo.
Tirando le somme, per carità, in ogni discesa ci sono atleti che non concludono la gara, ma forse bisognerebbe saper leggere meglio alcune situazioni. La Kandahar 2 è tra le piste più difficili al mondo anche perché gli atleti incontrano due tipi dineve diversa, molto aggressiva nella seconda metà che guarda caso, è stato il punto dove si sono verificati la maggior parte dgli errori degli atleti. uestor cupero di Lake Louise è stata ficcata dentro al programma all’ultimo e non c’erano altre possibilità se non disputare una sola prova. Ma c’era anche chi, come il francese Clarey ieri era uscito alla terza prova, per cui non ha potuto prendere le misure su un tracciato molto impegnativo, ricco di curve acute e di salti non indifferenti. ha corso al buio!
Al destino non si comanda però bisognerebbe difendersi da lui prendendo il massimo delle misure di sicurezza. Siamo certi che a Garmiach ciò sia avvenuto?
La gara si è protratta fino alle 15.30 essendo ripresa solo alle 14.40 con il numero 21. Nessuno è riuscito a cambiare la classifica, tranne il canadese Osborne-Paradis, già velocissimo in prova, che è riuscito a infilarsi in sesta posizione, dietro a Beurt Feuz, ma davanti alla coppia austriaca Romed Baumann, Matthias Mayer, e lo statunitense Jared Goldberg, 12esimo col 52 di pettorale.
Emanuele Buzzi, ha concluso con un ritardo di 3″57, Mattia Casse col 44 ha portato gli sci al traguardo con un gap di 3″46. 4″30 invece il ritardo di Florian Schieder, pettorale 54.  Speriamo domani si possa vivere una gara decisamente diversa, indipendentemente dalla classifica.

Classifica finale

RANK BIB NAME NAT TIME DIFF
1 12 GANONG Travis

USA

1:53.71
2 7 JANSRUD Kjetil

NOR

1:54.09 +0.38
3 9 FILL Peter

ITA

1:54.23 +0.52
4 1 REICHELT Hannes

AUT

1:54.30 +0.59
5 13 FEUZ Beat

SUI

1:54.37 +0.66
6 26 OSBORNE-PARADIS Manuel

CAN

1:54.58 +0.87
7 10 BAUMANN Romed

AUT

1:54.60 +0.89
8 14 MAYER Matthias

AUT

1:54.69 +0.98
9 15 JANKA Carlo

SUI

1:54.76 +1.05
10 5 PARIS Dominik

ITA

1:54.92 +1.21
11 6 KUENG Patrick

SUI

1:55.01 +1.30
12 52 GOLDBERG Jared

USA

1:55.09 +1.38
13 18 KRIECHMAYR Vincent

AUT

1:55.15 +1.44
14 25 SANDER Andreas

GER

1:55.23 +1.52
15 47 BIESEMEYER Thomas

USA

1:55.71 +2.00
16 29 MUZATON Maxence

FRA

1:55.75 +2.04
17 40 CAVIEZEL Mauro

SUI

1:56.01 +2.30
18 22 GIEZENDANNER Blaise

FRA

1:56.06 +2.35
19 42 HINTERMANN Niels

SUI

1:56.09 +2.38
20 33 FERSTL Josef

GER

1:56.15 +2.44
21 27 BENNETT Bryce

USA

1:56.17 +2.46
22 4 CLAREY Johan

FRA

1:56.27 +2.56
23 8 FRANZ Max

AUT

1:56.31 +2.60
24 3 THEAUX Adrien

FRA

1:56.38 +2.67
25 43 KRYENBUEHL Urs

SUI

1:56.39 +2.68
26 23 WEIBRECHT Andrew

USA

1:56.43 +2.72
27 38 WALDER Christian

AUT

1:56.47 +2.76
28 31 MANI Nils

SUI

1:56.69 +2.98
29 28 KROELL Klaus

AUT

1:56.83 +3.12
30 41 KOSI Klemen

SLO

1:56.88 +3.17
31 37 RAFFORT Nicolas

FRA

1:56.95 +3.24
32 32 ROGER Brice

FRA

1:57.07 +3.36
33 44 CASSE Mattia

ITA

1:57.17 +3.46
33 30 STRIEDINGER Otmar

AUT

1:57.17 +3.46
35 34 BUZZI Emanuele

ITA

1:57.28 +3.57
36 35 WEBER Ralph

SUI

1:57.44 +3.73
37 50 DRESSEN Thomas

GER

1:57.60 +3.89
38 36 BERTHOLD Frederic

AUT

1:57.94 +4.23
39 54 SCHIEDER Florian

ITA

1:58.01 +4.30
40 21 THOMSEN Benjamin

CAN

1:58.54 +4.83
41 49 HUDEC Jan

CZE

1:59.07 +5.36
42 53 SCHWAIGER Dominik

GER

1:59.15 +5.44
43 45 PERKO Rok

SLO

1:59.75 +6.04
44 39 FRISCH Jeffrey

CAN

2:00.73 +7.02
55 ACHIRILOAIE Ioan Valeriu

ROU

DNF
51 THOMPSON Broderick

CAN

DNF
48 CATER Martin

SLO

DNF
46 PANGRAZZI Paolo

ITA

DNF
24 POISSON David

FRA

DNF
20 GIRAUD MOINE Valentin

FRA

DNF
19 FAYED Guillermo

FRA

DNF
17 GUAY Erik

CAN

DNF
16 KILDE Aleksander Aamodt

NOR

DNF
11 NYMAN Steven

USA

DNF
2 KLINE Bostjan

SLO

DNF

 

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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