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DH Garmisch: Paris, quasi goal!

Sulla terribile Kandahar 1 di Garmisch, quest’anno davvero in grande forma, Beat Feuz ha incassato l’ennesima vittoria, (è nuovo leader di specialità) la decima in carriera. Ha compiuto il suo capolavoro grazie a una parte finale dove è riuscito a resistere alla fatica estrema che la velocità e la difficoltà nel superare traiettorie terribili hanno creato. Una prova di questo teorema ce l’ha fornita Peter Fill che ha pennellato fino al minuto e mezzo, quando è transitato all’intermedio con 23 centersimi di vantaggio sull’elvetivo. Poi, d’accordo, è andato lungo in una diagonale, ma l’errore non giustifica i 49/100 che poi  ha preso al traguardo, relegandolo al quinto posto. Ieri non aveva disputato la seconda prova per uno stato influenzale che non a caso, alla fine della gara gli ha tagliato sicuramente le gambe. Ma i colori azzurri sono stati portati sul podio da uno straordinario Dominik Paris, anche lui più bravo di Feuz nei primi tre quarti di pista per poi perdere la gara per soli 18/100 centesimi. Più o meno la stessa storia raccontata dall’austriaco Vincent Kriechmayr, il migliore di tutti nella prima metà, deputata ai discesisti più tecnici. Anche lui poi, nel finale, con la fatica a incendiargli le gambe, ha commesso un errorino perdendo ben 34 centesimi di vantaggio che aveva al penultimo rilevamento cronometrico. E’ rimasto a bocca asciutta il norvegese Aksel Lund Svindal, rimasto giù dal podio per un solo decimo. Capita anche ai numeri 1!
In realtà tutti aspettavano in cima alla classifica Christof Innerhofer, vincitore di entrambe le prove e con un passato qui da leccarsi i baffi, ma appena dopo il primo intermedio si è inclinato fino all’estremo, il che lo ha costretto a una frenata netta ripartendo non da fermo, ma quasi. Poi è stato bravo a recuperare nel tratto centrale quasi mezzo secondo a Feuz, ma in questi casi la testa cambia obiettivo e il ritardo al traguardo è stato di 1″15. Che peccato!
Belle le prove dei tedeschi Thomas Dressen, l’eroe di Kitzbühel, settimo alle spalle di Peter Fill e di Andreas Sander che stava andando a vincere prima di commettere un erroraccio sul tratto conclusivo (fatica anche per lui!). Ci ha sperato anche Hannes Reichelt, che come i suoi compagni Kriechmayr e Mayer (ottavo a +0,64), sul tecnico è un genio e quei 36/100 di ritardo da Feuz che gli hanno regalato solo il quinto posto, un po’ gli bruciano. Un ultimo riferimento alla spweranza francese di vedere sull’olimpo degli dei Roger Brice, primo fino al terzo intermedio. per un minuto ci hanno sperato, poi il ritardo è salito, metro dopo metro, fino a +0.83 (nono posto). Ma questa illusione ha colpito molti atleti, bravissimi nel primo tratto.
Infine nella sfida interna per andare in Corea tra Matteo Marsaglia ed Emanuele Buzzi, l’ha spuntata quest’ultimo che è stato bravissimo a concludere al decimo posto a soli 99/100 da Feuz. Matteo invece ha chiuso a +1″50, ventesimo. Il risultato di Emanuele è degno di nota perché su questa pista ci vuole un sacco di esperienza e lui, in questo senso, è ancora un bambino!

Classifica finale Discesa Garmisch

RANK BIB NAME NAT TIME DIFF
1 5 FEUZ Beat

SUI

1:55.39
2 19 KRIECHMAYR Vincent

AUT

1:55.57 +0.18
2 7 PARIS Dominik

ITA

1:55.57 +0.18
4 1 SVINDAL Aksel Lund

NOR

1:55.67 +0.28
5 15 REICHELT Hannes

AUT

1:55.75 +0.36
6 9 FILL Peter

ITA

1:55.88 +0.49
7 13 DRESSEN Thomas

GER

1:55.92 +0.53
8 11 MAYER Matthias

AUT

1:56.03 +0.64
9 29 ROGER Brice

FRA

1:56.22 +0.83
10 44 BUZZI Emanuele

ITA

1:56.38 +0.99
11 16 SANDER Andreas

GER

1:56.45 +1.06
12 20 KILDE Aleksander Aamodt

NOR

1:56.47 +1.08
13 17 THEAUX Adrien

FRA

1:56.51 +1.12
14 18 INNERHOFER Christof

ITA

1:56.54 +1.15
15 32 CATER Martin

SLO

1:56.56 +1.17
16 23 BENNETT Bryce

USA

1:56.63 +1.24
17 6 CAVIEZEL Mauro

SUI

1:56.64 +1.25
18 39 DANKLMAIER Daniel

AUT

1:56.71 +1.32
19 2 CLAREY Johan

FRA

1:56.78 +1.39
20 50 THOMSEN Benjamin

CAN

1:56.83 +1.44
21 48 MARSAGLIA Matteo

ITA

1:56.89 +1.50
21 26 MUZATON Maxence

FRA

1:56.89 +1.50
23 43 KRYENBUEHL Urs

SUI

1:57.03 +1.64
24 33 KROELL Johannes

AUT

1:57.17 +1.78
25 34 KOSI Klemen

SLO

1:57.20 +1.81
25 28 BARANDUN Gian Luca

SUI

1:57.20 +1.81
25 10 KLINE Bostjan

SLO

1:57.20 +1.81
28 8 OSBORNE-PARADIS Manuel

CAN

1:57.23 +1.84
29 46 BIESEMEYER Thomas

USA

1:57.26 +1.87
30 25 ROULIN Gilles

SUI

1:57.31 +1.92
31 38 THOMPSON Broderick

CAN

1:57.38 +1.99
32 42 ROGENTIN Stefan

SUI

1:57.43 +2.04
33 22 RAFFORT Nicolas

FRA

1:57.53 +2.14
34 35 NEUMAYER Christopher

AUT

1:57.54 +2.15
35 27 FERSTL Josef

GER

1:57.56 +2.17
36 4 FRANZ Max

AUT

1:57.67 +2.28
37 40 SCHMID Manuel

GER

1:57.68 +2.29
38 41 CASSE Mattia

ITA

1:57.69 +2.30
38 36 BERTHOLD Frederic

AUT

1:57.69 +2.30
40 30 GISIN Marc

SUI

1:57.83 +2.44
41 56 BRANDNER Christof

GER

1:57.88 +2.49
42 31 MANI Nils

SUI

1:57.92 +2.53
43 58 SEGER Brodie

CAN

1:58.18 +2.79
44 52 FAARUP Christoffer

DEN

1:58.31 +2.92
45 47 WEBER Ralph

SUI

2:00.16 +4.77
59 RENZ Fabio

GER

DNS
45 MAPLE Wiley

USA

DNS
37 GIEZENDANNER Blaise

FRA

DNS
24 GOLDBERG Jared

USA

DNS
3 JANSRUD Kjetil

NOR

DNS
60 HOERL Christopher

MDA

DNF
57 OLIVERAS Marc

AND

DNF
55 PRAST Alexander

ITA

DNF
54 HROBAT Miha

SLO

DNF
53 PICCARD Roy

FRA

DNF
51 ROMAR Andreas

FIN

DNF
49 MONSEN Felix

SWE

DNF
21 WALDER Christian

AUT

DNF
14 KUENG Patrick

SUI

DNF
12 BAUMANN Romed

AUT

DNF

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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