Il sogno si è avverato, Nicol Delago conquista la sua prima gara di Coppa del Mondo e lo fa in Italia, a Tarvisio sulla pista Di Prampero.
Una discesa che nasce dalla conoscenza della pista e cresce metro dopo metro. La Di Prampero è lunga, scorrevole, con pochi punti tecnici veri e una richiesta costante: far correre gli sci. Il disegno del compianto Luciano Lazzaro accompagna senza tradire, alterna piani infiniti a pendenze secche, salti da assorbire in posizione. Oggi la neve cambia pelle rispetto alle prove: più umida, più zuccherosa, meno compatta. La velocità non arriva da sola. Va portata.
Delago lo fa dall’inizio. Capia affrontata in equilibrio, uscita pulita dalla doppia iniziale, sci subito in temperatura. Sul muro dei Cervi, la parte più ripida del tracciato, entra diretta, senza esitazioni, prende il lancio verso il curvone che immette nella zona di partenza del superG. Qui la pista corre davvero e lei resta raccolta, testa bassa, appoggi rapidi.
Poi il tratto che cambia la gara. Il salto Lazzaro arriva dentro una nebbia vera, compatta, che mangia i riferimenti. Le immagini spariscono, il terreno resta. Delago entra centrata, atterra stabile, sistema subito lo sci. Da lì ai Prati Salman la sciata si allunga: curvone lunghissimo verso destra, forza modulata, velocità difesa. Qui molte allargano, lei stringe il giusto.
La variante FIS, una traversa ondulata dove serve sensibilità, viene assorbita senza scomporsi. Niente rimbalzi, ritmo continuo. Da lì al traguardo la pista diventa un piano infinito: due salti ancora, l’ultimo curvone verso destra, il muro di Lucchi prima del salto finale. Delago resta in posizione fino in fondo. L’ultimo settore è il sigillo. Il cronometro si ferma su una discesa intera.
Alle sue spalle Kira Weidle-Winkelmann interpreta la pista con grande scorrevolezza. Parte alta solida, buona lettura del muro dei Cervi, qualche metro lasciato nel tratto centrale, dove la vincitrice costruisce il vantaggio vero. Seconda, a due decimi, prova di alto livello.
Sul podio anche Lindsey Vonn, ancora una volta perfettamente dentro questa pista. Linee strette, posizione aerodinamica impeccabile, grande velocità nei tratti lunghi. Un passaggio più largo nel triplone centrale pesa, il finale è da manuale: miglior parziale negli ultimi metri, terza. Tarvisio continua a parlarle.
Subito sotto, sempre presente, Laura Pirovano. Non è la pista che esalta di più le sue caratteristiche, lei resta dentro la gara dall’alto al basso. Buon lancio dal salto Lazzaro, gestione lucida nella nebbia, nessun errore vero. Sesta, di sostanza.
Nadia Delago si prende la decima piazza ma per come ha sciato avrebbe meritato di più. Purtroppo col pettorale 30 di più non poteva fare perché la neve si era decisamente rallentata.
Alle sue spalle Sofia Goggia. Spinta forte sulle pendenze, intensità alta, buon lavoro nei tratti ripidi. Nei piani la neve umida chiede una scorrevolezza diversa. Decima a 1”35, in una fase di costruzione. Atleta dopo atleta la neve diventa sempre piò lenta e non ci sono colpi di scena.
È abbastanza incredibile come su una pista per scivolatrici, Mjriam Puchner (11a) e Breezy Johnson (6a) non siano riuscite e lasciare il segno. Delusione che si vede sul volto di Cornelia Hütter, oggi irriconoscibile (18a). Mentre rilevante il quinto posto della giovane tedesca Emma Aicher appena dietro a Nina Ortlieb a +0,42 da Nicol.
In aggiornamento
La classifica della discesa






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