Gare

DH Val d’Isère: doppietta di Jansrud, ma Fill…

Kjetil Jansrud di un altro pianeta. Su una pista con poche difficoltà e di conseguenza priva di emozioni particolari, il norvegese compie una splendida doppietta grazie a un’azione pulita, morbida, addirittura elegante. Ma se l’è vista brutta fino alla fine perché quando ci sono piste così facili e non decise

Kjetil Jansrud
Kjetil Jansrud

da passaggi particolarmente impegnativi dove i grandi sanno fare la differenza, molto rimane nelle mani dai pennellatori di curva e da chi possiede il grande dono della scorrevolezza. Peter Fill (+0,26/100) è stato davanti a Jansrud fino a metà gara, poi ha perduto oltre mezzo secondo nella zona centrale per recuperare nel tratto finale dove ha fatto registrare una delle velocità più elevate. Probabilmente si era accorto di non essere stato così vincente nel primo tratto e il fatto di essere riuscito a recuperare il tempo perduto suona come un grande goal: è un sintomo inequivocabile di chi sta bene soprattutto di testa. E la sua ci sembra vincente come quella che l’anno scorso gli ha permesso di vincere la coppa di specialità. Poco appariscente e spericolata la sua sciata, ma sotto, gli sci vanno come spie! E lo ha confermato anche lui nelle prime dichiarazioni: “In effetti sono contento perché la scorrevolezza che mi ha fatto vincer ela Coppa l’anno scorso l’ho ritrovata anche ora. Sto bene, i miei Atomic funzionano alla grande per cui mi godo questo momento di magia tecnica”. L’azzurro ha preceduto al secondo posto Aksel Lund Svindal, che è riuscito a rosicchiare il ritardo di mezzo secondo accusato  a metà gara, concludendo alle  spalle si Peter,  a 33/100 da Jansrud e a 7 da Fill. Questo perché Kjetil sul finire ha commesso l’unica sbavatura della sua gara, finendo un po’ largo di traiettoria prima dello schuss finale. Bravo comunque Svindal perché non tutti erano disposti a scommettere su un ritorno così di vertice. Secondo ieri, terzo oggi, non rimane che inchinarci dinnanzi a un campione vero. Ha però rischiato, e con lui i tre protagonisti del podio, perché lo sloveno Bostjan Kline è stato davanti fino al minuto e 15, poi ha disegnato un lungo curvone veloce sullo sci esterno, rimanendo in piedi grazie a un terzo appoggio costituito dall’avambraccio. Ha concluso al quarto posto a +64 da Jansrud.
Da bocciare, almeno per ora, il nuovo sistema di partenza nato per offrire maggiore emozione più a lungo. Invece, dopo i primi dieci scesi la gara non ha offerti proprio nulla.

GLI ALTRI ITALIANI
Dominik Paris dopo una discreta prima parte ha litigato per tutta la gara con le ondulazioni del terreno. Molto impreciso e poco convinto, ha sorpreso

Dominik Paris
Dominik Paris

chi lo vedeva sul podio dopo la grande performances di ieri in superG concluso al terzo posto. Peccato perché nel tratto finale è riuscito a dare quasi mezzo secondo a Jansrud, ma troppo tardi considerando che a metà gara perdeva 1″47! Dopo di ché è settimo, a pari merito con Patrick Klueng, dopo Erik Guay, ottimo sesto. per cui nessun allarme particolare.
Non era la pista e la neve di Christof Innerhofer, sedicesimo, il meno scorrevole degli azzurri e geniale soprattutto quando il terreno è molto duro e compatto. Qui invece è affondato nella conduzione di curve dove non è mai riuscito a dessere reattivo, non sentendo gli appoggi.  1″44 il suo ritardo. Emanuele, Buzzi, ventiduesimo, sta facendo ottimi progresso in queste sue prime esperienze di Coppa. Ha rimediato un ritardo di 2″04 e per ora va bene così! Fuori dai punti Mattia Casse che ha tagliato il traguardo con un ritardo di 2″62. C’è da dire che col pettorale 46 era ben difficile fare un exploit a causa dei segni che inevitabilmente si sono formti in pista. Niente da fare anche per Paolo Pangrazi già in forte ritardo ai primi intermedi. Certo che 4″99 di ritardo supera qulsiasi analisi tecnica. E’ chiaro che dovrà rivedere gli errori commessi per costruire una discesa migliore alla prossima occasione. Di poco meglio di lui Werner Hell, che a chiuso con un negativo +4.20, mentre Henri Battilani ha sfiorato i 5 secondi di ritardo.

Tra le delusioni di giornata sicuramente l’altro asso nella manica della Norvegia: Aleksander Aamodt Kilde, che l’anno scorso ricordavamo molto più deciso. Il ritardo di 1″17 su questa pista è davvero tanto, accumulato soprattutto nella parte iniziale. L’austriaco Matthias Mayer (+1″45) ha dimostrato di aver bisogno ancora più tempo per abituarsi alle violenze della velocità. Il ricordo del grande volo di Kitz è ancora ben presente (si ruppe due costole ma si salvò grazie all’airbag). C’è da dire che i tempi di Klammer sono finiti e austriaci veloci non ce ne sono più. Lo diciamo perché anche Hannes Reichelt (+2″05), ancora alle prese con i soliti problemi alla schiena (recentemente operato all’ernia del disco), non è nemmeno l’ombra del discesista che conosciamo. Nella lista ci mettiamo i francesi che sembrano ancora un po’ in ritardo di preparazione. L’unico a ottenere un buon piazzamento è stato Adrien Theaux, quinto, ma comunque abbastanza dalla lotta. Guillermo Fayed aveva illuso fino ai 50 secondi di gara dove è stato il migliore, poi forse è venuta fuori la stanchezza e il timore di non riuscire a rimanere in linea sugli scalini. Ma c’è da capirlo: viene da un infortunio e forse il recupero fisico non è ancora copleto.

Classifica Finale

Ranking

RANK BIB NAME NAT TIME DIFF
1 3 JANSRUD Kjetil

NOR

1:59.51
2 7 FILL Peter

ITA

1:59.77 +0.26
3 5 SVINDAL Aksel Lund

NOR

1:59.84 +0.33
4 8 KLINE Bostjan

SLO

2:00.15 +0.64
5 1 THEAUX Adrien

FRA

2:00.32 +0.81
6 2 GUAY Erik

CAN

2:00.48 +0.97
7 18 KUENG Patrick

SUI

2:00.56 +1.05
7 9 PARIS Dominik

ITA

2:00.56 +1.05
9 6 KILDE Aleksander Aamodt

NOR

2:00.68 +1.17
10 22 GIRAUD MOINE Valentin

FRA

2:00.70 +1.19
10 17 JANKA Carlo

SUI

2:00.70 +1.19
12 10 CLAREY Johan

FRA

2:00.80 +1.29
13 11 FEUZ Beat

SUI

2:00.83 +1.32
14 15 FAYED Guillermo

FRA

2:00.85 +1.34
15 13 NYMAN Steven

USA

2:00.91 +1.40
16 14 INNERHOFER Christof

ITA

2:00.95 +1.44
17 16 MAYER Matthias

AUT

2:00.96 +1.45
18 12 KRIECHMAYR Vincent

AUT

2:01.03 +1.52
19 32 FERSTL Josef

GER

2:01.29 +1.78
20 4 BAUMANN Romed

AUT

2:01.42 +1.91
21 25 FRANZ Max

AUT

2:01.51 +2.00
22 33 BUZZI Emanuele

ITA

2:01.55 +2.04
22 20 GANONG Travis

USA

2:01.55 +2.04
24 19 REICHELT Hannes

AUT

2:01.56 +2.05
25 23 OSBORNE-PARADIS Manuel

CAN

2:01.75 +2.24
26 24 STRIEDINGER Otmar

AUT

2:01.76 +2.25
27 29 GIEZENDANNER Blaise

FRA

2:01.84 +2.33
28 48 SEJERSTED Adrian Smiseth

NOR

2:01.93 +2.42
29 26 KROELL Klaus

AUT

2:02.01 +2.50
30 34 WEBER Ralph

SUI

2:02.04 +2.53
31 21 SANDER Andreas

GER

2:02.05 +2.54
32 52 CATER Martin

SLO

2:02.07 +2.56
33 45 HINTERMANN Niels

SUI

2:02.09 +2.58
34 46 CASSE Mattia

ITA

2:02.13 +2.62
35 30 GISIN Marc

SUI

2:02.15 +2.64
36 31 ROGER Brice

FRA

2:02.21 +2.70
37 28 WEIBRECHT Andrew

USA

2:02.28 +2.77
38 54 DRESSEN Thomas

GER

2:02.35 +2.84
39 27 POISSON David

FRA

2:02.58 +3.07
40 50 DANKLMAIER Daniel

AUT

2:02.73 +3.22
41 38 WALDER Christian

AUT

2:02.77 +3.26
42 37 RAFFORT Nicolas

FRA

2:02.93 +3.42
43 36 SCHWEIGER Patrick

AUT

2:03.09 +3.58
44 41 STECHERT Tobias

GER

2:03.26 +3.75
45 35 BERTHOLD Frederic

AUT

2:03.34 +3.83
46 44 KOSI Klemen

SLO

2:03.40 +3.89
47 60 HEEL Werner

ITA

2:03.71 +4.20
48 57 BENNETT Bryce

USA

2:03.72 +4.21
49 40 BRANDNER Klaus

GER

2:03.92 +4.41
50 47 MUZATON Maxence

FRA

2:03.93 +4.42
51 42 SPORN Andrej

SLO

2:04.03 +4.52
52 55 SCHMED Fernando

SUI

2:04.08 +4.57
53 39 FRISCH Jeffrey

CAN

2:04.20 +4.69
54 62 BATTILANI Henri

ITA

2:04.42 +4.91
55 49 PANGRAZZI Paolo

ITA

2:04.50 +4.99
56 56 GOLDBERG Jared

USA

2:04.57 +5.06
57 59 VON APPEN Henrik

CHI

2:05.34 +5.83
58 63 ZAMPA Adam

SVK

2:05.98 +6.47
59 64 SIMARI BIRKNER Cristian Javier

ARG

2:08.96 +9.45
60 65 ACHIRILOAIE Ioan Valeriu

ROU

2:09.44 +9.93
61 SCHWAIGER Dominik

GER

DNS
51 BIESEMEYER Thomas

USA

DNS
58 MANI Nils

SUI

DNF
53 HUDEC Jan

CZE

DNF
43 CAVIEZEL Mauro

SUI

DNF

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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