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DH Wengen: capolavoro Inner

Meglio di così è praticamente impossibile. Sì, forse ha perso qualche decimo nei primi 40 secondi di gara, ma poi, compasso alla mano, ha interpretato ogni metro, ogni shuss, ogni curva, ogni salto, con la perfezione assoluta. Non è un’llazione sostenere che per Christof Innerhofer si tratta della discesa libera migliore della sua carriera. Ha saputo e voluto rischiare tutto e per un attimo lo sci interno si è sovrapposto a quello esterno su una piega da paura. Ma ha tenuto alta l’attenzione e ne è uscito alla grande, toccando poco dopo i 158,8 km/h: impressionante. Dalla Minschkante in poi si è scatenato tracciando linee al limite dell’impossibile.Geniale anche l’anticipo preso per la "S" finale che anticipa il traguardo. Una volta fermo ha sì commesso un errore: davanti ai tifosi di Cuche ha provato a esibirsi nel Flip, ma lo sci non si è sollevato! Se continuerà a sciare in questo modo avrà tante occasioni per riprovarci. Con Wengen sono 3 su 5 le discese conquistate quest’anno a testimonianza che la nostra è la squadra nettamente migliore al mondo. Più anche dell’Austria che proprio non riesce a vince una discesa da tempo. Paura per Aksel Lund Svindal che sull’Hundschopf è atterrato troppo lungo e per recuperare ha dovuto esercitrare troppa pressione sullo sci esterno che per tale eccesso è schizzato via, facendolo finire nelle reti. Nessun problema invece per Klaus Kroell che ha avuto anche mezzo secondo di vantaggio a metà gara, ma poi si è dovuto arrendere anche lui alla velocità di Inner. Anche Hannes Reichelt è stato davanti a Inner per circa un minuto, poi qualche sbavatura di troppo gli ha fatto perdere velocità, il che lo ha fatto concludere al terzo posto, davanti al canadese Guay e all’austriaco baumann. Non benissimo come al solito gli altri Azzurri, anche se globalmente ci siamo ben difesi: 11° Dominique Paris, 18° Peter Fill, 20° Werner Heel, 33° Marsaglia, 35° Klotz, 42° Varettoni

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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