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DH Wengen: la nebbia ferma Svindal sul Lauberhorn?

Sarebbe un vero e proprio smacco per Aksel Lund Svindal se la gara dovesse essere annullata per la mancata discesa di soli 4 atleti. Per l’omologazione infatti serve che almeno 30 atleti taglino il traguardo, ma dopo la seconda interuzione, ne sono scesi 26! Questa non è più una regola scritta, perchè il race Director, Markus Waldner, potrebbe anche decidere riguardo alla validità della gara. Sembra comunque improbabile che questo possa accadere. Sarebbe la prima volta omologare un agara consluda da 26 atleti. Vedremo. Se la gara dovesse concludersi per Aksel Lund Svindal si tratterebbe della prima volta qui a Wengen. Una vittoria ottneuta per un soffio su Hannes Reichelt (19/100), mentre sul terzo gradino del podio ci sarebbe Klaus Kroell, tornato dopo due anni tra i premi ((novembre 2013 a Lake Louise). Tutto questo su una pista, brutta copia di quella che tutti conoscono. Svindal e Reichelt hanno fatto corsa quasi parallela, veri artisti nei punti chiave della pista, naturalmente la Mitschkante, ma anche la Silberhorn, considerando che l’ Uhnchoff, senza velocità (partenza abbassata), è ben poca cosa e la “S” finale, senza “curve” è una stupidata, perché tolta allo spettacolo. Una delle piste più belle, ridotta, in parte per il brutto

Klaus Kroell
Klaus Kroell

tempo, a solo qualche bel passaggio. Detto questo, è stata una sfida tra i due, davvero avvincente.  Sfortunato DH-Wengen_nebbiaKjetil Jansrud che è stato fermo al cancelletto di partenza per 20 minuti per colpa della nebbia. Tensione ch si allenta, muscoli che si gelano: morale, gara da dimenticare conclusa a oltre due secondi da Svindal. Gli azzurri non stappano champagne, ma regalano sorrisi, grazie al quarto posto di Paris e al quinto di Innerhofer. Podio mancato, dunque, per 5/100 (Dominik) e 7/100 (Inner). Non è sfortuna, ma un podio mancato meritatamernte. Su una pista ridotta nelle sue difficoltà, non puoi permetterti di commettere errori eccessivamente gravi. Bello però, in vista di Kitzbuehel, che i due nostri migliori Jet, abbiano dimostrato di essere lì, in forma e pronti per fare il colpaccio. Hanno invece deluso i francesi: Poisson è stato davanti a Theaux al sesto posto, mentre gli austriaci devono davvero ringraziare il vechcio kroell, perché a parte lui, il migliore è stato Max Franz che non è andato oltre il decimo posto.

 

Chrstof Innerhofer
Chrstof Innerhofer

Christof Innerhofer, che qui ha già conosciuto il sapore della vittoria, oggi non si è espesso ai suoi massimi livelli. Come sempre,  bravissimo nei tratti più tecnici, troppo indietro nei punti dove bisogna fare velocità. Non ha commesso errori, come ieri, ma non è bastati per tagliare il traguardo con un ritardo notrevole se si pensa che è stato acusato nei tratti di velocità, su una neve che lui non gradisce.
Peter Fill non ha perso per nulla nel tratto di scorrevoelzza anche se ci è entrato con una bassa velocità di uscita dalla Mitschkante, ma ha affrontato il salto del Silberhorn (dove aveva sbagliato ieri Inner), sbagliando un poco traiettoria. Ora, speriamo che la gara possa concludersi, perché sarebbe davvero un peccato, sia per i nosri che per Svindal che andrebbe in testa della classifica generale

 

40 mila tifosi in pista
40 mila tifosi in pista

 

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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