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DH Wengen: Reichelt frena la valanga svizzera

Migliaia di bandierine rossocrociate stavano cambiando il colore del cielo con Beat Feuz straordinario a mettersi davanti a un’altrettanto splendido Carlo Janka, formula 2010. Ma poi è arrivato Hannes Reichelt e la luce è tornata blu sul bianco di mezzo metro di neve caduta nella giornata di ieri. Gli elvetici avevano ancora una carta da giocare, Patrick Kueng, vincitore qui l’anno scorso e tra i migliori in prova, ma dopo aver condotto la gara fino a metà, poi una curva sbagliata, nemmeno la più difficile, quando la fatica inizia a dar fuoco ai muscoli delle gambe. Un quarto posto che ha confernato la beffa: un austriaco batte tre svizzeri! Tribuna felice lo stesso, ci mancherebbe, ma la festa poteva essere differente. RIsicate le differenze dopo 2"36"14, tempo fatto segnare da Hannes: 12 i centesimi di ritardo di Beat, 14 quelli di Janka, mentre Kueng ha pagato molto di più quell’errore commesso, tra l’altro nello stesso punt dove ha sbagliato Kjetin Jansrud, davanti al francese Fayed, sestor, per 3 decimi. Nessun italiano tr ai primi dieci per una giornata da dimenticare. Fill è caduto con tanto di botta sulla spalla, Innerhofer non è mai entrato in gara bloccato da un acutizzarsi del dolore alla schiena, altrimenti non si spega la sua posizione rialzata per buona parte della gara. Dominik Paris rimane una specie di mistero, perché nella prima parte, a lui congeniale, ha rimediato un ritardo di 1 e 65. Nei restanti 2 minuti di gara ha preso solo 6 decimi. Preparazione sbagliata? Strano, stranissimo. Comunque sia, dobbiamo mettere via questa gara e pensare già a Kitzbühel, anche per non farsi prendere dallo sconforto. Per Markus Waldner, capo della Coppa del Mondo, stava per diventare un vero e proprio incubo questa classicissima. Partenza alle ore 13:00 sia per togliere la neve caduta ieri dalla pista, sia per attendere la conclusione della discesa di Cortina (Sovrapposizione TV), ma dopo la discesa dell’amerciano Travis Ganong, pettorale 22, le radio della giuria hanno smesso di funzionare. Altro fatto strano per non dire incomprensibile. Di fatto la tara ha subito uno stop di quaranta minuti. Tra l’altro, il primo a riprendere la gara doveva essere il francese Theaux, che era già stato fermato a metà pista per consentire agli inservienti di sistemare le reti in fondo alla pista dopo la caduta di Ganong. Giornata campale, non c’è che dire! 
Gara vinta, dunque da Reichlet che potrà raccontare ai nipotini di aver vinto Kitzbühel (2014) e Wengen, il massimo della vita per la carriera di un discesista. Si tratta della sua terza vittoria in libera se aggiungiamo quella di Bormio 2012 a pari merito con Paris, poi 4 successi ottenuti in superg e uno in gigante nel 2008.
Il migliore degli italiani è stato Werner Heel, diciottesimo, appena davanti a Paris, mentre Innerhofer ha concluso ventiseiesimo, giusto alle spalle di Silvano varettoni. Infine, 36esimo Casse, 43esimo Marsaglia

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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