Il superG vinto ieri da Giovanni Franzoni non è stato un caso. La conferma arriva oggi, sulla pista che più di ogni altra misura il peso specifico di un velocista: Giovanni Franzoni è terzo nella discesa libera di Wengen, dentro la gara impressionante di Marco Odermatt, vincitore davanti a Vincent Kriechmayr. Per l’azzurro, con il pettorale 28, è un podio che certifica uno stato di forma reale, continuo, costruito.

Il vento in quota impone la partenza abbassata all’Hundschopf, accorciando la gara di circa cinquanta secondi. Il Lauberhorn cambia pelle: meno tempo per recuperare, più importanza alle linee, margini ridotti. Kriechmayr scende tra i primi big e piazza un riferimento durissimo, una discesa compatta, senza punti deboli. Sembra il tempo giusto.
Poi arriva Odermatt e la gara si spezza. La sua è una prova totale: conduzione sempre in spinta, velocità portata ovunque, gestione dei dossi senza perdere un metro. I parziali parlano chiaro, il margine cresce fino a 79/100. Una discesa fuori scala, anche per uno abituato a dominare.
Dentro questo scenario si infila Franzoni. Parte solido, entra subito nel ritmo, tiene la linea alta quando serve e porta velocità nei tratti chiave, quelli dove la pista accorciata non concede repliche. Nel settore centrale resta agganciato ai migliori, nel finale scia con lucidità e maturità. Il cronometro si ferma a +0,90: terzo posto.
Alle sue spalle restano nomi pesanti. Franjo von Allmen è quarto a +0,93: sbaglia nettamente alla Kernen-S, poi vola nel finale su tempi da Odermatt, segnale da fenomeno. Alexis Monney chiude a +0,95, Dominik Paris a +0,96, fuori dal podio per sei centesimi dopo una gara di altissimo livello. Ma il sesto posto è comunque un ottimo segnale così come quello lanciato da Christof Innerhofer che coglie una incredibile decima piazza a +1″47. Bene anche oggi Benjamin Alliod, 22esimo a +2″06.
Il valore del risultato di Franzoni sta tutto qui: numero alto, gara accorciata che non lo favorisce, concorrenza serrata, distacchi minimi. Eppure resta davanti a specialisti purissimi su una pista che non perdona. È la continuità a fare la differenza: vittoria nel superG, riscontri solidi in prova, oggi il podio in discesa.
Più indietro Mattia Casse, penalizzato da un paio di linee sporche in una gara che chiedeva precisione assoluta e Guglielmo Bosca che esce.
Il podio dice Odermatt, Kriechmayr, Franzoni.
La gara dice di più: Giovanni Franzoni oggi è pienamente dentro l’élite della velocità mondiale. A Wengen, se non sei pronto, non resisti. Lui sì.
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