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Dominik Paris, altra magia!

Tutto perfetto, tutto magico. Dominik Paris, come accaduto a Bormio, dopo aver vinto ieri la discesa, ha conquistato il superG sulle nevi norvegesi di Kvitfjell. Un successo prepotente, mai messo in discussione. Ma in questo periodo probabilmente vincerebbe anche andando all’indietro. E i suoi diretti avversari  si stanno ora leccando le ferite perché i sogni di gloria, per loro, si stanno volatilizzando.
La gara di Dominik Paris è stata come al solito, votata totalmente alla massima ricerca della velocità, sfidando senza rispetto la teoria delle traiettorie migliori. Qualche imperfezione l’ha commessa, ma si sa che in superG la discesa perfetta non esiste. La sua forma straordinaria lo ha accompagnato per tutto il percorso. Kjetil Jansrud ha provato a stargli davanti e gli è riuscito a tratti quando ha avuto un vantaggio prima di 18 poi di 9 centesimi. Ma sul traguardo le ha prese anche lui grazie a un errorino commesso all’imbocco dello schuss conclusivo. 43 centesimi il suo ritardo.  Vincent Kriechmayr, con addosso il pettoral rosso di leader, ha fatto corsa sulla stessa linea di Domme portandosi dietro un ritardo di 2 decimi fino a metà pista. Poi l’osservazione estenuante delle linee che lo ha obbligato a rimanere forse in maniera eccessiva sulle lamine, ha fatto lievitare il ritardo fino a 8 decimi. Tra i due si è inserito l’elvetico Beat Feuz che si porta dietro sempre una gran velocità, ma quando è chiamato a pennellare linee strette ogni tanto sporca la sciata. 6 decimi di ritardo da Domme fanno bene alla classifica della coppa di specialità in favore di Domme. Bella gara comunque, ripagata col terzo miglior tempo, alle spalle di Jansrud. Tra i contendenti alla Coppa era ben messo anche Matthias Mayer ma ha perduto l’opportunità di combattere per la sfera di cristallo di specialità, conducendo una gara mal governata fin dall’inizio (12esimo). Poco equilibrio, grandi incertezze nei punti chiave e un ritardo che giustifica una gara bruttina: + 1″47. Tra i contendenti per il premio finale c’era anche il norvegese Aleksander Aamodt Kilde, ma il pettorale 15 oggi non ha per nulla pagato e nonostante una buona gara, specie nella prima parte, ha accumulato metro dopo metro briciole di centesimi chiudendo a 93/00 da Paris, ovvero sesta posizione, alle spalle dell’americano Travis Ganong. Dopo la sua discesa la gara era virtualmente finita essendo scesi tutti i grossi calibri e con una pista ormai logora non è stato possibile per nessun’altro fare il tempo.
Tutto dunque a favore di Domme che ora, a una gara dal termine, ha 44 punti di vantaggio su Kriechmayr, 63 su Kilde e 64 su Jansrud. La Coppa non è ancora sua, ma è davvero molto vicina.

Christof Innerhofer ha condoto un’ottima gara ma ci ha piazzato, come spesso capita, un errorre abbastanza grave, quando arrivato lungo in una curva stava per infilarsi nella porta a causa anche di una mini compressione che non si aspettava. Mezzo secondo in quel punto lo ha preso qusi certamente. Se poi ci mettiamo che la neve caduta nella notte ha ammorbidito il terreno e creato cumuli appena fuori dalla linea, ecco spiegato il suo risultato, dal momento che in un paio di occasioni gli sci fuori dalla traiettoria pulita li ha messi. Un nono posto che sicuramente non lo soddisferà. Mario Caviezel aveva fino all’errore di Inner un gap di mezzo secondo, ma poi ha chiuso a -13/100 sull’Azzurro.
Mattia Casse aveva come obiettivo compiere una gara super per guadagnarsi il biglietto per Soldeu, ma l’operazione, pur confermando una netta crescita rispetto all’anno scorso, non gli è riuscita: 17esimo a +1″68. Niente da fare anche per Matteo Marsaglia, sceso col 43 in condizioni di visibilità nettamente peggiorate rispetto all’inizio. prima di uscire aveva già oltre un secondo di ritardo.

Non va nemmeno dimenticato che Domme si trova al quarto posto nelòla classifica generale di Coppa, saldamente nelle mani di Marcel Hirscher con 1.408 punti, davanti ad Alexis Pinturault che segue al secondo posto con 918 punti e dal norvegese Henrik Kristoffersen con 808 punti. Domme ne ha 750 e salire sul podio generale di Soldeu sarà quasi impossibile, ma, come dice sempre Domme, i conti su fanno alla fine. Gli assi delle specialità tecniche hanno però due gare in più rispetto a Dominik, il gigante e lo slalom del prossimo week end a Kranjska Gora.

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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