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Dorothea Wierer vittoria capolavoro a Hochfilzen

Nella sprint 7,5 km di Hochfilzen Dorothea Wierer ottiene una vittoria capolavoro. La vittoria della forza, della maturità, della prepotenza. Perché all’inizio non si era messa benissimo. Un errore al primo poligono che l’ha condannata a un giro di penalità. Poi una furia nel tratto centrale di fondo. Quindi si è presentata al poligono in piedi. Ed è lì che è venuta fuori la migliore Dorothea Wierer che si possa avere! Velocissima nei primi tre colpi.

Poi un respiro in più, e via a chiudere gli ultimi due. Non era finita però. Perché se la stava giocando con la norvegese Ingrid Landmark Tandrevold, più o meno in linea con lei e fortissima nel fondo. ma è proprio sui binari che Doro ha costruito la sua vittoria capolavoro. Perché è riuscita a fare meglio di lei tagliando il traguardo con 5,9 secondi di vantaggio. Poi al terzo posto la Russa Svetlana Mironova a + 5,4.
Una buona partenza di Doro in stagione era certa o quantomeno attesa. Ma così…

Più indietro Lisa Vittozzi anche lei in errore al primo poligono. Poi netto col tiro in piedi ma nel fondo è stata meno in giornata. 23esima al traguardo. 28esima invece Nicole Gontier. La cosa più incredibile, che è la seconda notizia di giornata, è la mancanza di un’alketa tedesca nelle prime trenta. Davvero incredibile!
Appena già dal podio Paulina Fialkova, a +22,1, al quinto la svedese Hanna Oeberg a +24.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.