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È tempo di Skicross, Deromedis e compagni all’attacco in Val Thorens

È tempo di Skicross, Deromedis e compagni all’attacco in Val Thorens.
In Val Thorens è tutto pronto per l’esordio della stagione 2022/23 di Coppa del mondo di skicross, dopo la cancellazione della prima tappa inizialmente programmata a Les Deux Alps ad inizio novembre.

Saranno sette gli atleti, convocati dal direttore tecnico Bartolomeo Pala, che si confronteranno con le gare sul massimo circuito dal 7 al 9 dicembre. Simone Deromedis guiderà il gruppo maschile composto da Dominik Zuech, Federico Tomasoni, Yanick Gunsch, Edoardo Zorzi e Filippo Zamboni, con Jole Galli a gareggiare invece tra le donne.

Il programma prevede la disputa delle qualifiche per mercoledì 7 dicembre con, a seguire, due giorni di gare giovedì 8 e venerdì 9 dicembre. Una pista che evoca dolci ricordi a Simone Deromedis, che proprio qui, lo scorso anno, è riuscito a riportare l’Italia sul podio di Coppa del mondo quasi diciassette anni dopo la vittoria firmata da Karl Heinz Molling a Pozza di Fassa.

E allora sentiamo “Dero” a pochi giorni dal via della stagione

Ti abbiamo visto a Skipass, sei il doppio dell’anno scorso!
Visto che roba? Mi sono allenato bene in palestra, non posso che essere soddisfatto.

Hai raddoppiato il lavoro?
La mole è più o meno sempre la stessa, è cambiata invece, la costanza. Ora faccio soltanto questo, per cui ho potuto aumentare la frequenza. Di fatto è appena iniziata la mia prima stagione da professionista!

Fino a ieri cosa ti distraeva?
Davo una mano a mio papà, siamo della Val di Non e abbiamo un po’ di meleti. Ma per finanziarmi le stagioni ho sempre fatto qualche lavoretto qua e là. L’anno scorso è andata abbastanza bene a livello di risultati, per cui con un po’ di prize money ho potuto dedicare il tempo totalmente allo skicross.

Tuo papà c’è rimasto un po’ male?
È pienamente consapevole che la mia strada ora è questa ed è super fiero di quello che faccio. In realtà quando ho qualche momento libero una mano non gliela nego di certo, ma è felice di lasciarmi i miei spazi.

Ti senti più atleta di prima?
Io sono sempre lo stesso, quello che è cambiato, crescendo, è l’aumento di responsabilità soprattutto riguardo alle scelte di vita che a un certo punto ho dovuto prendere. Ecco, è di questo che sono consapevole, ora so al 100 per 100 quello che devo fare, con metodo e testa. Poi vediamo come andrà.

Ormai sei tra i leader della specialità, te ne rendi conto?
Eh, ma qui bisogna essere umili ragazzi! La statistica, classifiche alla mano, dice questo, quindi dovrei essere tra i primi dieci al mondo. Aggiungo anche: se nella dinamica della gara mi tengo lontano dagli imprevisti ho la possibilità di vincere. Sai bene però com’è lo skicross, l’esito non dipende soltanto dalla tua prestazione. 

Sei il più giovane ma gi‡ il faro della squadra…
No, no, quale faro! I risultati non determinano gerarchie, almeno da noi. Tutti hanno rispetto di tutti e per quanto mi riguarda sono fortunato ad avere in squadra atleti più esperti di me. Piuttosto sono assolutamente disponibile a dispensare consigli ai ragazzi della B. In questo caso do loro una mano non in quanto leader, ma semplicemente perché è bello condividere. 

Sei cresciuto di più sul piano tecnico o tattico?
Dal lato tecnico abbiamo lavorato tantissimo sulle partenze, che è uno dei miei punti deboli. La malizia invece è difficile da apprendere, ma fortunatamente ce l’ho innata. Poi, chiaro, l’esperienza nella lettura di determinate situazioni può fare la differenza. 

Una buona partenza ha bisogno di tecnica o basta l’esplosività?
Direi 50 e 50. Per uscire forte dal cancelletto serve un buon motore. Avere subito la punta degli sci davanti agli altri è importantissimo. Dopo il primo metro però serve la tecnica.

Sei tipo da porsi obiettivi precisi o quello che viene, viene?
L’obiettivo è vincere la prossima gara. E quando accade è vincere quella dopo. Una alla volta e basta. Non è uno sport dove puoi fare calcoli, è talmente imprevedibile ogni gara che l’unica mentalità accettabile è questa. 

Mi giunge voce che i tuoi amici stanno per organizzare il “Dero” Fan Club”…
Eh, ci stiamo lavorando, ma né io né i miei amici, in realtà sappiano come si fa!

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About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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