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Ennesima impresa di Federico Pellegrino che con un super Elia Barp è di bronzo nella Team Sprint

Dopo il bronzo della staffetta, Elia Barp e Federico Pellegrino tornano sul podio nella team sprint maschile in tecnica libera, chiudendo terzi alle spalle della Norvegia e degli Stati Uniti.

La Norvegia, con Einar Hedegart e Johannes Klaebo, ha controllato la gara per quasi tutta la sua durata. Klaebo firma così il quinto oro su cinque gare disputate in questa edizione olimpica. Gli Stati Uniti, con Ben Ogden e Gus Schumacher, restano agganciati fino all’ultimo cambio e conquistano l’argento. L’Italia sceglie una strategia diversa: gestione nella fase centrale e lettura lucida dei cambi, senza esporsi nei primi giri.

La gara si sviluppa su un ritmo inizialmente controllato.

Le prime frazioni scorrono senza strappi decisivi, con la Norvegia a fare l’andatura ma senza forzare la selezione. La corsa si accende negli ultimi due cambi. Barp resta dentro il gruppo di testa, senza cedere metri nel tratto più nervoso del circuito. Pellegrino riceve il testimone in posizione utile e gioca l’esperienza negli ultimi 1.500 metri, difendendo il podio con gestione tecnica e scelta di traiettorie pulite nelle curve in spinta.

Per Barp è una conferma di maturità internazionale. Per Pellegrino, una medaglia che rafforza il suo ruolo di riferimento nella velocità azzurra anche in un contesto diverso dalla sprint individuale.

Il risultato assume un peso storico: l’Italia torna a conquistare almeno due medaglie nella stessa edizione olimpica nello sci di fondo a distanza di vent’anni dalle quattro di Torino 2006. Non è un exploit isolato, ma la dimostrazione di una squadra competitiva nelle prove a coppie.

Nel team sprint femminile il titolo va alla Svezia con Jonna Sundling e Maja Dahlqvist, che impongono un ritmo superiore nell’ultima frazione. Argento alla Svizzera con Nadja Kaelin e Nadine Faehndrich, bronzo alla Germania con Laura Gimmler e Coletta Rydzek. L’Italia chiude ottava con Caterina Ganz e Iris De Martin Pinter, sempre in gara fino alla fase centrale ma senza lo spunto necessario per restare nel gruppo medaglie.

A Lago di Tesero l’Italia del fondo esce con una certezza: nelle gare a squadre la gestione tattica e la solidità nei cambi valgono quanto la velocità pura.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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