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Ester Ledecka: “Giuro, pensavo ci fosse un errore”

Ho visto il tabellone e stavo lì ferma, immobile, perchè mi aspettavo che il display si riaggiornasse. Queste le prime parole sincere di Ester Ledecka, medaglia d’oro del superG olimpico”. E poi:Ho cercato il volto di mia mamma per avere conferma di questo e anche lei aveva la mia stessa espressione: sguardo impietrito, di una che non capisce. Ho iniziato a rendermi conto che invece non c’era stato alcun errore  quando Anna Veith mi è venuta incontro per complimentarsi! “. Per il resto ha un pochino stupito tutti quando ha detto:Scusate, non vorrei essere maleducata, ma in questo momento preferirei essere in pista con la tavola che ho pronta già in macchina per andare ad allenarmi“. Tutto questo è avvenuto in conferenza stampa dove non ha voluto togliere la maschera dagli occchi. Perché?Perché è il mio sponsor e ad ogni modo non mi sono truccata e preferisco non farmi vedere“. E se qualcuna dello sci alpino venisse a fare snowboard?Non ho paura, non avrebbero chance!”. Che sci Atomic hai usato?Non ne ho idea, uso quello che mi danno. Forse quelli vecchi, quelli che le altre non usano più!“. Il papà è un musicista, il nonno un campione di Hockey, sport molto popolare in Repubblica Ceca e forse  quei cromosomi spiegano un fisico taurino, da maschio anche se i capelli biondi e ondulati le regalano un’espressione da dolce ragazzina. Nel complesso un personaggio atipico per il mondo dello sci. A qualcuno è sembrata un poco sbruffoncella. Forse è solo carattere e un modo di prendere la vita con un piglio diverso dalla tradizione dello sci. Durante le interviste si è sgolata una bottiglia di coca-cola che poi non ha più mollato e tenuta bene in vista: la filiale ceca del colosso americano la sponsorizza da tempo e lei sa come sfruttare ceerte occasioni!
E Anna Veith argento per 1 centesimno? “Ero venuta qui per una medaglia ed eccola qui. Sono davvero sorpresa per l’oro di Ester ma sai, noi non la conosciamo molto bene, non fa tutte le gare assieme a noi e forse anche per questo in Coppa non ha quasi mai ottenuto risultati di rilievo. Avevo dato un’occhiata alla lista di partenza, credevo fosse davvero chiusa lì la gara, invece…”
Piuttosto adombrata Tina Weirather che si infastidisce un po’ quando i giornalisti cercano sempre pargoni e riferimenti con i successi dei Suoi. Un po’ accigliata perché secondo lei: “La gara è stata condizionata molto dal vento. Io non l’ho avuto, ma altre sì, chi contro e chi a fasvore, quindi il risultsto dipende anche un po’ da quello“.
Lindsey Vonn non è distrutta forse perché consapevole che senza quell’errore madornale sull’ultima curva…: “Penso di aver perso almeno un secondo… “.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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