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Federica Brignone e Aleksander Aamodt Kilde, l’incontro!

E finalmente ecco l’incontro tra Federica Brignone e Aleksander Aamodt Kilde, i vincitori dell’ultima Coppa del Mondo. Una foto che mancava, come tante altre piccole ma importanti cose, dell’ultima stagione. Ieri è stato possibile scattare questa immagine grazie a Level Gloves, la nota azienda di guanti, non a caso usati da entrambi gli atleti, che è riuscita a costruire questo splendido quadretto. Naturalmente in sicurezza, dopo che entrambi gli atleti sono risultati, come tutti, negativi al tampone.

L’incontro è avvenuto a Sölden, presso l’hotel Gruner, riservato solo per questo momento e in rappresentanza dell’azienda valtellinese c’erano i suoi inventori, Davide e Mauro Compagnoni e l'”uomo campo” Elia Confortola. I due cugini niziarono nel 1989 nello scantinato di una casetta nei pressi di Sondrio. “Proprio così – racconta Davide  – ma è stata tutta colpa di Mauro.

È a lui che è venuto in mente di dedicarci a questa meravigliosa avventura. Mi ha messo sotto al naso il disegno di un guanto da snowboard stranissimo. Ricordo quel momento come fosse ieri. Gli chiesi se avesse passato una brutta giornata, se qualcosa fosse andato storto. Se fosse normale! Ma mi convinse con una semplice battuta: Davide, le cose normali esistono già, questo non lo fa nessuno!”

 

A sinistra Davide, a destra Mauro Compagnoni, seduti sul  trono di Brignone e Kilde, creato per creare l’immagine dei due vincitori della Coppa del Mondo

E così è stato negli ultimi 30 anni. Qualcuno ha mai visto un’azienda di guanti organizzare un evento del genere? Non è la fine del mondo, ma è singolare che l’idea di creare l’immagine dei due vincitori assieme, sia venuta a loro, a un’azienda di guanti. O comunque che l’abbiano cavalcata.

Vedi Marco – interviene Mauro – se ricordi ci siamo conosciuti proprio qui a Sölden 30 anni fa, in occasione di uno stage della Head. Ed ora pensa… ci rivediamo dopo tutto questo tempo in circostanze certamente diverse, ma siamo sempre noi. Stesso spirito, entusiasmo uguale, voglia di fare e divertirsi impareggiabile.

Voi con la rivista, noi con l’azienda. Questo momento con Federica e Aleksander lo abbiamo creato senza chissà quali giri“. Ovviamente è stata questa la rima occasione possibile per poterlo organizzare. E tra l’altro con una sola sfera di cristallo, quella di Fede, perché Alex l’aveva lasciata in Norvegia.

Tornando a Level, è infatti importante sottolineare come l’azienda, che oggi ha sede sulla punta Svizzera che sfiora Tirano, oggi sia una realtà del settore guanti, a livello mondiale.

È presente sul mercato americano, canadese, scandinavo e certamente anche del resto d’Europa. E ogni anno aumentano le squadre nazionali che vogliono usare i guanti Level, non ultima la Francia. Eppure in azienda nessuno ha messo le ali sentendosi chissà chi.

È rimasto sempre tutto molto razionale, semplice. Voglia di inventare senza dover necessariamente impegnarsi in esercizi di marketing stratosferici. Il team si è formato sul campo, tra le montagne, in pista, nel tessuto agonistico sportivo. Certe cose vengono fuori da sole.

La crescita la spiega Davide: “Abbiamo fatto piccoli ma significativi passi in avanti, con la fortuna di aver azzeccato alcune mosse fondamentali. Noi siamo nati nello snowboard, che nel periodo di maggior splendore, in quanto a idee, lo sci se lo mangiava. Poi la tavola è entrata indubbiamente in crisi ed è lì che abbiamo capito che era il momento di virare a dritta verso lo sci alpino.

Solo che ci voleva qualcosa di particolare, per poter emergere e farci notare in un mercato già abbastanza saturo. Ebbene, abbiamo portato le idee dello snowboard nello sci. Un piccolo shock che ha incontrato il favore degli appassionati, ma anche degli atleti, che hanno abbandonato volentieri stili tradizionali. I Norvegesi tra i primi, ma poi anche i nord americani. Cosa dire, è stata una scommessa e l’abbiamo vinta! Anche grazie ai nostri grandi campioni”.

Il modello Tigre con l’inserimento di frammenti di cristallo forniti da Swarovski

“La tigre. È stato merito della tigre – interviene Mauro – Quel design ha fatto davvero breccia. Ha colpito tutti e ha fatto volare il marchio. Forse è questo il modello che amo di più. Anzi no, cancella, il mio preferito è senz’altro il primo guanto da snowboard!

La tigre è anche il guanto che adesso si trova appoggiato sulla Sfera di Cristallo di Brignone e Kilde, con tutte le sue peculiarità ed esclusive tecniche. “È un modello particolarissimo. Sul nome, in realtà, non è che ci siamo spremuti poi tanto… Si chiama semplicemente World Cup, ma il prototipo che abbiamo fatto a loro, riporta frammenti di cristallo (Swarovski) nella parte superiore.

Per Fede ne abbiamo realizzate due paia, una per lei e una per noi, come ricordo. Ma in un primo momento, quando li ha visti, ci ha detto: “Eh no, cavoli, sono spettacolari, se non avete niente in contrario li prenderei tutti e due!“. Poi, poco dopo ci ha telefonato: “Davide, ci ho ripensato. È giusto che un paio rimanga a voi“.

Cerco lo sguardo di Mauro per rivolgergli l’ultima domanda. Ma lui sembra assente, come se stesse cercando di ricordare qualcosa. Davide chiarisce: “Quando fa così è perché ha qualcosa in mente. Sicuramente un guanto nuovo!”

Il foto shooting, nel frattempo, si è concluso. La Canon è quella di Roberto Trabucchi (in arte Roby Trab), ovviamente bormino, colui che da sempre illustra i cataloghi di Level Gloves.

Nato nello snowboard, amante della fotografia scenica, la natura non può mai mancare nei suoi lavori. Come si può notare anche da queste immagini.

Per Fede e Kilde è tempo di ritornare con la mente all’esordio di sabato e domenica.

Ricordiamo che il norvegese, classe 1992, si è trovato la Coppa tra le mani con un’unica vittoria ottenuta nel superG di Saalbach, portando a 4 i successi ottenuti in carriera. Ma sono state ben 5 le piazze d’onore portate a casa più un terzo posto.

A questi si aggiungono 3 quarti posti e un quinto. Via Hirscher, la continuità di rendimento ha pagato decisamente tantissimo!

Federica Brignone ha ottenuto il massimo risultato ma ha dovuto sudarselo non poco. Cinque vittorie, cinque secondi posti e un terzo. Una favola!

Entrambi si presenteranno al cancelletto di partenza della Rettenbach con il cristallo sulle mani. Tanta roba!

 

About the author

Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.