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Fondo, la staffetta donne è della Norvegia, Azzurre di bronzo fino all’ultimo cambio!

La Norvegia di Fosnaes, Slind, Simpson-Larsen e Weng vince la medaglia d’oro della staffetta 4 x 7,5 km, che le Azzurre hanno onorato con una gara da pelle d’oca. Siamo stati in medaglia fino all’inizio dell’ultima frazione, quando le migliori interpreti del mondo sono entrate in scena relegandoci al settimo posto. Un’emozione dietro l’altra, con la Svezia che getta al vento un oro quasi certo per una caduta irrimediabile capitata nella seconda frazione. Brave poi a recuperare oltre un minuto per prendersi l’argento, con la Finlandia terza.

Nella prima frazione Iris De Martin Pinter della Val Padola passa tra le prime al giro inaugurale, assieme al gruppo, quando nessuna delle squadre top player prende l’iniziativa. Ai 6 km Svezia e Norvegia tentano l’allungo, con Iris che tiene duro e non molla neanche sull’ultima salita, la più dura. Addirittura l’Azzurra supera la Norvegia, con la Svezia che passa per prima. Una De Martin Pinter stratosferica dà il cambio a Caterina Ganz al secondo posto, a 7 secondi dalla leader. Dietro ci tallonano Austria, Cechia e Finlandia.

Poi un piccolo colpo di scena con la svedese Ebba Andersson che cade e si fa superare da Ganz e dalla norvegese Astrid Oeyre Slind. Su una neve così pesante la finlandese Kerttu Niskanen si trova a meraviglia e si avvicina alla testa, ma davanti a lei c’è la Svezia perché Ganz riesce a mantenere un ottimo ritmo. Intanto, al primo dei due giri, la Norvegia passa con 11.6 secondi su Ganz, mentre Andersson raggiunge l’Azzurra e la Finlandia si trova quarta a 17 secondi.

Ma dura poco, perché Niskanen si scatena e passa terza, con Ganz che riesce a tenersi incollata, mentre la Svezia tenta di raggiungere la Norvegia davanti con una decina di secondi di vantaggio. Caterina mantiene vivo un sogno che non si poteva nemmeno immaginare. Ganz reagisce e riesce a superare la finlandese, approfittando anche lei, come Iris, di sci velocissimi.

Poco prima di arrivare nella zona cambi un altro colpo di scena: Andersson cade in discesa, perde uno sci ma lo skiman non arriva. Allora prosegue la sua corsa con uno sci solo per qualche metro. È una piccola tragedia sportiva. La Norvegia ne approfitta e passa prima, seguita dalla Finlandia e dalla Svizzera grazie a una scatenata Nadja Kaelin, con Ganz quarta a 34 secondi, che paga nel finale. Tocca a Martina Di Centa, mentre la Svezia è a un minuto e quindici.

Di Centa ora deve rincorrere l’elvetica Nadja Kaelin, terza, la finnica Vilma Ryytty, seconda, e la norvegese Karoline Simpson-Larsen. Il ritardo è di una decina di secondi, che diventano 18 ai 16,3 km sulla coppia Finlandia-Svizzera, mentre la Norvegia fugge con una ventina di secondi di vantaggio.

Al primo giro della terza frazione le medaglie sembrano congelate: ai 18,7 km la Norvegia passa prima, Finlandia a +40, Svizzera a +45. Di Centa transita a +54”11, ma lo spirito olimpico accende il fuoco in Martina, che riesce a colmare il gap: supera l’elvetica, la stacca e si riprende il terzo posto. Intanto da dietro la svedese Frida Karlsson recupera terreno, confidando nell’ultima frazione affidata a Jonna Sundling. Occhio anche agli Stati Uniti, che chiuderanno con Jessie Diggins.

Si arriva all’ultimo cambio per i rimanenti 7,5 km. Per la Norvegia c’è Heidi Weng, con un vantaggio di 47 secondi sulla Finlandia, 57 su Martina, mentre la Svezia paga +1’06” e Germania e Stati Uniti sono a +1’30”. Per l’Italia parte Federica Cassol, che si ritrova in pista con le più forti fondiste del mondo.

Sundling è un treno e impiega un paio di chilometri per raggiungere la finlandese, mentre Federica, da sola in quarta piazza, sente il fiato sul collo di Germania, Stati Uniti e Svizzera che si danno cambi regolari.

Heidi Weng passa il primo giro con oltre un minuto sulla coppia Svezia-Finlandia. Federica Cassol transita insieme al gruppetto delle altre tre inseguitrici a +1’47”. Sundling si rende conto che ormai l’oro è della Norvegia e fa corsa strategica con Joensuu.

La Norvegia vince l’oro a mani basse, la Svezia l’argento, la Finlandia il bronzo. Le nostre Azzurre, fantastiche, chiudono al sesto posto, superate nel finale da Germania e Stati Uniti.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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