Vent’anni dopo l’oro di Pragelato firmato Valbusa, Di Centa, Piller Cottrer e Zorzi, la staffetta maschile azzurra torna sul podio olimpico. A Tesero, in Val di Fiemme, Davide Graz, Elia Barp, Martino Carollo e Federico Pellegrino conquistano un bronzo che sa di rilancio generazionale.
È un risultato che chiude un cerchio e ne apre un altro: quello di un movimento che cresce, si rinnova e trova nei giovani nuove certezze.
La gara prende subito una direzione chiara davanti, con Norvegia e Francia in controllo per oro e argento. Johannes Klaebo firma il quarto oro trentino dopo il lavoro di Iversen, Nyenget e Hedegart. La Francia resta solida con Lovera, sostenuto dal lavoro di Lapalus e Desloges.
Alle spalle dei due treni principali si accende la battaglia per il terzo posto. Italia e Finlandia si giocano tutto. L’unico momento delicato arriva nella terza frazione, quando Martino Carollo cede una ventina di secondi ad Arsi Ruuskanen. Il margine sembra pericoloso.
Nell’ultima frazione entra in scena Federico Pellegrino. Il valdostano rientra su Niko Anttola, si mette in controllo e prepara l’allungo. A un chilometro dal traguardo cambia ritmo, stacca il finlandese e chiude a braccia alzate sotto lo stadio di Tesero.
Per Pellegrino è la terza medaglia olimpica dopo gli argenti nelle sprint di PyeongChang 2018 e Pechino 2022. Per l’Italia è il ritorno sul podio della staffetta, vent’anni dopo.






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