La prima prova cronometrata della discesa di Wengen consegna un verdetto che fa rumore, anche se resta – doveroso dirlo – solo una prova. In cima alla lista, però, non c’è una sorpresa episodica, ma un tempo che sposta subito l’asse della settimana: Giovanni Franzoni firma il miglior crono con un margine fuori scala, precedendo due compagni di squadra e mettendo tre azzurri nei primi tre posti. Poi bisognerà. vedere se ci sono stati salti di porta, nota che spesso viene segnalata dopo la prova.
Franzoni chiude in 2’28”68, lasciando 1”45 a Mattia Casse e 1”62 a Christof Innerhofer. Distacchi che, su una pista come il Lauberhorn e in una prima prova, vanno letti con cautela ma che non possono essere ignorati. La sua discesa è completa in ogni settore: miglior tempo in cinque intermedi su sei, velocità portata ovunque, pulizia di linea anche nei passaggi più scorrevoli.
Il Lauberhorn, come sempre, misura la capacità di unire scorrimento e precisione. Parte alta da interpretare, Hundschopf da affrontare con coraggio e assetto, Traverse dove la velocità va protetta, Kernen-S che non perdona ritardi di traiettoria. Franzoni affronta tutto con naturalezza, senza mai sembrare al limite, lasciando l’impressione di un gesto pieno, continuo, soprattutto molto sicuro.
Alle sue spalle Casse costruisce una prova solida. Parte alta aggressiva, buon ritmo nella sezione centrale, qualche decimo lasciato nella parte finale dove Franzoni riesce invece a trasformare lo scorrimento in accelerazione vera. Innerhofer, con pettorale alto, conferma ancora una volta la sua confidenza con Wengen: linea diretta, grande esperienza nella gestione dei tratti tecnici, tempo che lo colloca subito tra i riferimenti della settimana.
Dietro il terzetto azzurro si affacciano Romed Baumann e Daniel Hemetsberger, entrambi a 1”68, seguiti da Marco Odermatt, nono a 2”55. Lo svizzero sceglie una discesa di studio, senza forzare, come spesso accade nelle prime giornate sul Lauberhorn. La classifica, alle spalle dei primi, resta compatta e racconta una prova usata più per prendere riferimenti che per cercare il limite assoluto.
Tra gli italiani da segnalare anche Florian Schieder, undicesimo, e Dominik Paris, ventesimo sempre un po’ impacciato sulla Kernen S, il passaggio che proprio non gli va giù!. Per entrambi una prova di costruzione, con margini evidenti soprattutto nella parte centrale e nel tratto finale, dove il Lauberhorn chiede scorrimento puro e precisione nelle linee.
Il tempo di Franzoni, però, va oltre il dato cronometrico. Perché su questa pista, nel gennaio 2023, il giovane azzurro cadde pesantemente, pagando caro anche una gestione delle reti di protezione che contribuì a un grave infortunio ai tendini della gamba. Tornare qui, due anni dopo, e firmare il miglior tempo della prima prova, ha un valore che va oltre la tabella dei risultati. Non è un risarcimento, non è una rivincita dichiarata, ma è un segnale forte di continuità, fiducia e maturazione tecnica.
Resta una prima prova, e Wengen insegna che i tempi del martedì servono soprattutto a capire dove si può spingere e dove conviene aspettare. La pista cambierà, le condizioni pure, e la vera gara sarà un’altra storia. Ma intanto, sul Lauberhorn, l’Italia apre la settimana con un messaggio chiaro: la velocità azzurra c’è, è profonda, e sa lasciare il segno anche su una delle piste più complete e selettive del Circo Bianco.
Mercoledì e giovedì sono al momento in programma due ulteriori sessioni di prove che precedono il superG di venerdì e la discesa di sabato; domenica come da tradizione la chiusurà sarà dedicata allo slalom.
La classifica della prima prova






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