Un gigante così è davvero impegnativo ricordarlo. Federica Brignone comanda la prima manche con un bel bottino di centesimi su una neve facile e un tracciato veloce senza angoli ma infarcito di dossi. La tedesca Lena Dürr disegna la manche piò bella della sua carriera e insegue a 34/100. Poi, udite, udite, Sofia Goggia al terzo posto a 46/100.
Poi inizia l’inferno: Lara Colturi, Sara Hector e Thea Louise Stjernesund quarte a pari merito ma il gap sale: +0,74. Il distacco dalle loro dirette inseguitrici è minimo. Mikaela Shiffrin è settima a +1″02, Stephanie Grenier a +1″03, Mina Fuesrt Holtmann a +1″05, Alice Robinson a +1’09, poi Rast, decima e Scheib, 11esima.
È tutto finito? Macché, proprio il contrario rimane tutto apertissimo ed è un bene perché anche Lara Della Mea può giocarsela anche se è 15esima a +1″19. peccato un errore su un dosso e un’imperfezione su quello dopo. Piò indietro Asja Zenere che paga +1,90.
Appuntamento alle 13:30. Per sognare!
Le prime a scendere lo avevano già detto: oggi basta un niente per perdere velocità. Il pendio non strappa, non regala selezione naturale. Devi costruirtela. E infatti, fin da subito, il tabellone si è riempito di distacchi minimi, parziali che si ribaltavano a ogni settore, tre atlete ferme sullo stesso tempo in quarta posizione. Una decina in quattro decimi. Un gigante nervoso, compresso.
Poi è partita Federica Brignone. Non ha fatto la manche “pulita”. Ha fatto la manche giusta. Forte nella parte alta, ma è dallo Scarpadon che cambia ritmo: entra prima nella curva, non aspetta mai lo sci. Nel Rumerlo non si fa portare fuori, resta dentro la linea e accelera quando le altre hanno respirato. Il piano finale, dove molte hanno galleggiato, lei lo attraversa in spinta.
Il cronometro si ferma a 1:03.23. Ed è lì che la molla scatta davvero: 34 centesimi su Lena Duerr, 46 su Sofia Goggia. In una gara dove dietro si viaggia a centesimi, mezzo secondo è un taglio netto.
Sofia, però, è pienamente dentro la storia. Non perfetta nella prima parte, ma viva. Dal terzo settore in poi attacca, miglior tempo parziale nel tratto chiave, una linea coraggiosa nel Rumerlo, l’ultimo dosso lavorato con decisione. Terza a 46 centesimi. Non è una comparsa: è una risposta.
Dietro, la classifica è una rissa ordinata. Lara Colturi chiude fortissimo e aggancia il quarto posto a 74 centesimi insieme a Sara Hector e Thea Louise Stjernesund. Già, tre a pari merito! Mikaela Shiffrin resta a poco più di un secondo, senza la manche perfetta ma con margine. Valerie Grenier, Mina Fuerst Holtmann, Alice Robinson: tutte lì.
Undici atlete in mezzo secondo alle spalle della seconda. Non c’è selezione naturale, c’è densità. Ogni dosso preparato un istante prima o un metro dopo cambia tutto. Ogni pressione eccessiva è una frenata.
Le italiane restano agganciate: Lara Della Mea paga qualcosa sui due dossi ma resta a contatto. Nessuna è fuori davvero. Più lontana, invece, Asja Zenere che sbaglia proprio intepretazione e metodo.
La prima manche non ha tolto pathos, lo ha concentrato. Brignone ha fatto la differenza dove serviva. Goggia ha mostrato di poter stare lì. Dietro, è un gruppo pronto a saltare addosso a ogni errore.






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