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Gigante Naeba, Filip Zubcic li frega tutti

Nello slalom gigante di Naeba il croato Filip Zubcic li frega tutti! Con una seconda manche a dir poco leggendaria, riesce a recuperare dodici posizioni e a conquistare il primo successo in Coppa del Mondo. Alle sue spalle l’elvetico Marco Odermatt, molto bravo anche lui a gestire ottimamente l’azione nella seconda manche.

Dove invece Henrik Kristoffersen, quinto, butta via tutto il buono che aveva costruito nella prima manche. Comandava su Nestvold-Haugan con 67 centesimi di vantaggio.

Un poco di più sulla coppia Faivre e Odermatt. Non gli è bastato!. Così, senza fare cose straordinarie, al terzo posto si è ritrovato l’americano Tommy Ford.

Ha sciato nella buca con intelligenza mentre chi lo precedeva nella prima si è intestardito a condurre lo sci come se stesse sciando sul marmo. Nestold-Haugan gli è finito alle spalle al quarto posto, mentre chi se la ride è senz’altro Aleksander Kilde, incredibilmente sesto e quindi saldamente al comando della classifica generale.

Il cammino verso la vittoria odierna di Filip Zubcic è incredibile. Decimo in Badia, ottavo a Beaver Creek, quarto  a Garmisch, secondo ad Adelboden e primo a Naeba. Una regolarità da coppa e attenzione perché il discorso rimane apertissimo.

Kranjek oggi totalizza solo 29 punti e mantiene la leadership con 344 punti. Kristoffersen ne porta a casa 45 e sale a 334. Ma Zubcic raggiunge al terzo Pinturault portandosi a 288 punti.

Da rimarcare oggi anche l’ottima performance di Marco Odermatt. Ricordiamoci che a fine dicembre, dopo il gigante della Badia, è finito sotto i ferri per sistemare il menisco rotto. Ed eccolo qui sul secondo gradino del podio, in una gara per niente facile.

Torniamo alla gara, la peggiore di questa disciplina finora disputata quest’anno. Corsa su un manto nevoso da ghiacciaio estivo. La Coppa del Mondo dovrebbe meritare maggior rispetto. Ma fino a quando la Fis inserisce in calendario queste destinazioni per il bene suo e dello sci, la situazione sarà sempre a rischio come oggi.

Luca De Aliprandini si è dannato l’anima perché ha avuto sicuramente il vento contro, come è capitato a tanti altri. Ma lo sci si corre all’aperto, insomma, la solita solfa. Può essere soddisfatto del suo decimo posto.

È rimasto all’asciutto Alexis Pinturault, vincitore qui nel 2016. Malino nella prima manche, malissimo nella seconda. Una vera e propria mazzata in termini di classifica generale. Col 15esimo posto di oggi ha perso da Kristoffersen e da Kilde. Dovrà affidarsi alle sue doti di slalomista domani per recuperare il fallo di questo gigante. Qualità che Kranjec non ha per cui il passo falso di oggi se lo tiene e basta!

Giovanni Borsotti non ha saputo sfruttare il vantaggio pista. Partito per terzo nella seconda, quindi con un terreno ancora buono, ha affrontato il tracciato in maniera sbagliata. Sempre a cercare il contatto col palo invece di affidarsi alla sensibilità e far lavorare lo sci esterno nel tentativo di deformare opportunamente l’attrezzo. Alla fine si porta a casa un 24esimo posto. Riccardo Tonetti non ci ha nemmeno provato. Troppo distante dal suo DNA questa neve così scivolosa. 27esima la sua posizione. Peccato. L’austriaco Roland Leitinger sì che ha sfruttato benissimo l’occasione. Una manche perfetta che gli ha fatto guadagnare tantissime posizioni. 13esimo a fine gara partendo dalla 25esima dopo la prima.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.