Gare

Giochi 2018-A.C: Michelle… “ma belle”

Più di così Wendy Holdener non poteva fare: una manche di slalom favolosa, migliore rispetto a quella di Mikaela Shiffrin di ben 29/100, ma non è stato sufficiente. Eppure a 6 porte dal traguardo, l’elvetica aveva 46/100 di vantaggio su Mika, che pur senza sbagliare aveva perduto un’eternità, poi al traguardo quasi un secondo recuperato. Possibile? Crediamo a un errore del cronometraggio dell’intermedio. Ma questo conta poco, perché tanto l’oro non va nè a Shiffrin nè a Holdener. Si chiama Michelle Gisin, colei che sapeva come sarebbe andata a finire nel momento esatto in cui aveva superato il traguardo della discesa, pur senza alcun riferimento. Quell’espressione a metà tra il pianto e il sorriso che l’aveva colta senza nemmeno guardare il display dei tempi voleva proprio dire questo: ci sono!  Certe cose le sensitive le avvertono. La sua manche di slalom è stata da incorniciare. Ma non c’era soltanto della buona tecnica nelle sue gambe, un fiocco di neve magico l’ha accompagnata al traguardo come una saetta. Si chiama forza di volontà, voglia di vincere. Non è un dono comune. Mikaela Shiffrin due medaglie le ha portate a casa, anche se il programma ne aveva previste tre e tutte d’oro. Chissà, forse un virus, di quelli che si infilano nel cervello e che ti mangiano i byte poco a poco. Forse bisogna fare l’aggiornamento al sistema operativo per tornare fenomeni al 100 per 100.
Fallito il tentativo di Ragnhild Mowinckel (toh, c’è qualcosa che la norvegese non sa ancora fare!) mancava soltanto Lindsey Vonn prima di consegnare le medaglie a Gisin, Shiffrin e Holdener, ma l’attesa è durata davvero pochi secondi: una decina di porte e la sua manche tra i rapid gates finissce in un’inclinazione eccessiva.

Federica Brignone conclude all’ottavo posto. Probabilmente dedicherà qualche minuto al pensiero di quell’erroraccio commesso nella prova di discesa. Una sciocchezza tecnica che non può essersi materializzato per incapacità motoria. Qualcosa dev’esserle entrato nella testa a rompere la concentrazione. Un salto completamente sbagliato nella sua direzione, laddove 24 ore prima aveva interrotto con troppo anticipo la discesa olimpica. Nello slalom sì che invece ha corso con la giustsa determinazione, ma… troppo tardi, impossibile recuperare quel ritardo accumulato nella prova veloce. Appena dietro di lei Marta Bassino che in discesa deve ancora caspire bene come funziona. Nessun errore evidente per lei nella manche veloce condotta evidentemente più sugli spigoli che sulla soletta. 3″24 daslla Vonn sono troppi per un’atleta che in slalom ha appena cominciato a capirci qualcosa.

Classifica combinata

RANK BIB NAME NAT RUN 1 Rk1 RUN 2 Rk2 Pr TOTAL DIFF
1 1 Gisin Michelle

SUI

+0.77 3 +0.53 4 2 2:20.90
2 19 Shiffrin Mikaela

USA

+1.98 6 +0.29 3 4 2:21.87 +0.97
3 3 Holdener Wendy

SUI

+2.74 10 40.23 1 7 2:22.34 +1.44
4 6 Mowinckel Ragnhild

NOR

+0.74 2 +2.29 11 2 2:22.63 +1.73
5 2 Vlhova Petra

SVK

+3.21 13 +0.18 2 8 2:22.99 +2.09
6 18 Grenier Valerie

CAN

+2.42 8 +1.42 8 2 2:23.44 +2.54
7 15 Siebenhofer Ramona

AUT

+0.97 4 +2.88 15 3 2:23.45 +2.55
8 5 Brignone Federica

ITA

+3.14 12 +0.79 6 4 2:23.53 +2.63
9 11 Feierabend Denise

SUI

+3.67 17 +0.67 5 8 2:23.94 +3.04
10 7 Bassino Marta

ITA

+3.24 14 +1.40 7 4 2:24.24 +3.34
11 20 Bucik Ana

SLO

+3.40 15 +1.76 9 4 2:24.76 +3.86
12 10 Gauche Laura

FRA

+2.78 11 +2.41 12 1 2:24.79 +3.89
13 12 Haaser Ricarda

AUT

+2.38 7 +2.83 14 6 2:24.81 +3.91
14 8 Ignjatovic Nevena

SRB

+3.51 16 +2.00 10 2 2:25.11 +4.21
15 24 Merryweather Alice

USA

+3.80 18 +3.50 16 3 2:26.90 +6.00
16 26 Gasienica-Daniel Maryna

POL

+4.98 19 +2.61 13 3 2:27.19 +6.29
17 30 Paulathova Katerina

CZE

+5.46 20 +4.03 17 3 2:29.09 +8.19
18 27 Kantorova Barbara

SVK

+6.21 21 +4.13 18 3 2:29.94 +9.04
23 Muzaferija Elvedina

BIH

+7.25 22 DNF
13 Vonn Lindsey

USA

1:39.37 1 DNF
4 Miradoli Romane

FRA

+2.46 9 DNF
9 Ferk Marusa

SLO

+1.61 5 DSQ

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

Add Comment

Click here to post a comment