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Giochi 2018-DH:Re Svindal si prende la Regina

Dobbiamo arrabbiarci per il quarto posto di Dominik Paris? Maledire la sorte? Neanche per idea, il podio olimpico è giusto sia per come la discesa è stata condotta dai vincitori, sia per quello che è successo quest’anno nelle libere di Coppa. Aksel Lund Svindal si gode la sua medaglia d’oro, Kjetil Jansrud quella d’argento, anche se gli rode un po’ e Beat Feuz si consola con la medafglia di bronzo, decisamente stretta per lui. Ma su questa pista bastava alzare di un niente un gomito per trasformare una buona discesa in una frittata. E così è stato, anche se per dire la verità, nessuno è stato perfetto. Quando Jansrud guarderà la discesa al video inizierà a dannarsi l’anima, perché è stato proprio lui a regalare l’oro al suo capitano (35 anni il pioù anziano sciatore a vincere l’oro). D’altra parte succede molto spesso. A metà gara aveva 45/100 di vantaggio, poi ha cominciato a scomporsi e a sporcare le linee e i salti e così il mega vantaggio è andato a farsi benedire. Beat Feuz può solo recitare il mea culpa per le imperfezioni che ha disseminato nella seconda parte di gara. Se il distacco di Kjetil è stato di appena 12/100, quello del campione elvetico ha sfiorato i 2 decimi, un nienete, ma siamo sempre lì, su questa pista non ci si poteva permettere alcuna sbavatura. Strana la gara di Dominik: per come ha sciato i suoi 54/100 di gap sono anche pochi. E’ rimasto tutto sommato vicino al podio grazie al suo peso e alla sua innata capacità di fare velocità, ma i salti vanno affrontati con maggiore anticipo e sicurezza. Peter Fill ha sciato meglio di Dominik ma ha ceduto anche lui nella seconda metà, dove ha rimediato 6 decimi dai top leader, quando navigava attorno ai 2 decimi nel primo tratto. Tra lui e Paris c’è il tedesco Thomas Dressen, anche lui molto disordinato sui dossi. Disorso diverso per Christof Innerhofer che non capisce al trasguardo come abbia fatto a prendere quasi 2 secondi. E non lo capiamo nemmeno noi perché non ha commesso errori evidenti. Una spiegazione, forse anche un po’ banale, è che nella prima parte, nelle curve più tecniche e con maggiore pendenza, si è trovato a meraviglia (+0,10 dopo 40″”), poi quando la pista ha iniziatio a farsi più docile, con neve morbida, i suoi sci raramente piatti, non hanno fatto velocità.
E’ stata una debacle totale per gli austriaci con solo Krieschmayr settimo, migliore dei suoi, poi tutti fuori dai dieci.
Per Svindal si tratta della sua quarta medaglia olimpica, la prima in discesa. A Vancouver conquistò l’oro in superG e l’argento in discesa e in gigante.
Per la cronaca Emanuele Buzzi ha concluso al 22esimno posto.
In chiusura, un piccolo fatto di depressione: tribune mezze vuote!

CLASSIFICA DOPO I PRIMI 30

RANK BIB NAME NAT TIME DIFF
1 7 Svindal Aksel Lund

NOR

1:40.25
2 9 Jansrud Kjetil

NOR

1:40.37 +0.12
3 5 Feuz Beat

SUI

1:40.43 +0.18
4 3 Paris Dominik

ITA

1:40.79 +0.54
5 1 Dressen Thomas

GER

1:41.03 +0.78
6 13 Fill Peter

ITA

1:41.08 +0.83
7 17 Kriechmayr Vincent

AUT

1:41.19 +0.94
8 4 Roger Brice

FRA

1:41.39 +1.14
9 11 Mayer Matthias

AUT

1:41.46 +1.21
10 6 Sander Andreas

GER

1:41.62 +1.37
11 16 Franz Max

AUT

1:41.75 +1.50
12 15 Reichelt Hannes

AUT

1:41.76 +1.51
13 8 Caviezel Mauro

SUI

1:41.86 +1.61
14 2 Osborne-Paradis Manuel

CAN

1:41.89 +1.64
15 12 Kilde Aleksander Aamodt

NOR

1:42.18 +1.93
16 14 Bennett Bryce

USA

1:42.22 +1.97
17 18 Innerhofer Christof

ITA

1:42.23 +1.98
18 10 Clarey Johan

FRA

1:42.39 +2.14
19 28 Cater Martin

SLO

1:42.53 +2.28
20 27 Goldberg Jared

USA

1:42.59 +2.34
21 23 Gisin Marc

SUI

1:42.82 +2.57
22 25 Buzzi Emanuele

ITA

1:42.84 +2.59
23 21 Muzaton Maxence

FRA

1:42.96 +2.71
24 19 Theaux Adrien

FRA

1:42.99 +2.74
25 24 Kline Bostjan

SLO

1:43.03 +2.78
26 22 Thomsen Benjamin

CAN

1:43.19 +2.94
27 20 Roulin Gilles

SUI

1:43.88 +3.63
28 26 Thompson Broderick

CAN

1:44.37 +4.12
29 Ferstl Josef

GER

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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