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Giochi 2018-Fondo: Bjoergen l’ultimo oro di Pyeongchang

Marit Bjoergen infinita, vince l’ottavo oro, che va ad aggiungersi a un bottino olimpico impressionante se consideriamo anche i 4 argenti e i tre bronzi. Che dire per questo monumento della storia dello sport che compirà 38 anni il prossimo 21 marzo. E’ andata via subito e nessuno è riuscita a tenere il suo passo. L’austriaca Teresa Stadlober correva veloce e cercava di prenderla ma poi è incappata in un errore madornale, quando ha preso la corsia sbagliata per svariati metri. Medaglia buttata al vento e se lo ricorderà a lungo. La finlandese Krista Parmakoski non ha avuto problemi a vincere l’argento perché dietro la norvegse Ingvild Flugstad Oestberg e la svedese Stina Nilsson hanno fatto melina per troppi chilometri fino a quando Oestberg ha messo in atto un micidiale tour de force nel tentativo di lasciare sui suoi passsi Stina. Niente da fare, la svedese non ha mollato di un centimetro e sull’ultima discesa l’ha trafitta all’interno prendendosi una velocità tale per affrontare l’ultimo tratto piano da non dare speranze di recupero alla Oestberg che ha chiuso al quarto posto. Il bello è che Stina Nilsson nemmeno sapeva di essere terza perché non era stata avvertita del scigurato errore dell’austriaca Stadlober.
Marti Bioergen con questa vittoria ha toccato un altro record: nessuna al mondo ha fatto meglio di lei nella storia dei Giochi Olimpici invernali. Non solo, ma in ballo c’era anche la conquista del medagliere generale che vedeva la Norvegia tornata al secondo posto grazie alla vittoria ottenuta dalla Germnaia nel bob a 4 che poteva essere definitiva se la compagine tedesca non fosse stata battuta ai tempi supplementari dalla OAR.
La migliore Azzurra si è rivelata ancora una volta Elisa Brocard, 27esima a oltre 11 minuti. E’ stata probabilmente la sua ultima olimpiade. Un fondo femminile che attende la nascita di un talento che manca davvero da troppo tempo. Siamo fermi A Stefania Belmondo, Manuela Di Centa, Gabriella Paruzzi

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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