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Giochi 2018- Fondo: La favola di Krueger

Si poteva azzardare qualsiasi pronostico riguardo alla Skiathlon (15 km in classica, poi cambio sci e 15 km in tecnica libera), ma se avessi indicato Simen Hegstad Krueger, avresti ricevuto un sacco di pernacchie. Non perché il 25enne norvegese non sia forte, ma prima di lui, se non altro per quanto accaduto in stagione, c’era Klaebo, Cologna, Sundby… Invece è andata così: Simen, che è alla sua prima Olimpiade,  aveva cominciato la gara con una caduta, nella quale era rimasto coinvolto proprio alle prime battute, perdendo 24 secondi dal gruppo di testa. Durante la gara, inesorabile, i fuggitivi tirati prima da Iivo Niiskanen e poi, nella frazione a skating, dai suoi compagni di squadra, si manteneva a debita distanza, almeno fino alla metà della seconda frazione. Poi cominciava la rimonta di Krueger che andava a riprendersi la testa della gara, dominata dai colori norvegesi, e poi, nel finale, andava a staccare tutti per concludere in solitaria e suggellare con la medaglia d’oro una giornata che lo proietterà nella storia.
Sul podio, con Krueger, altri due norvegesi: Martin Sundby, staccato di 8 secondi e Hans Christer Holund a 9″9. Sconfitto Dario Cologna, sesto, per lungo tempo alla testa della gara e sconfitto Johannes Klaebo, il dominatore della stagione, terminato al decimo posto.

Buona gara di Francesco De Fabiani, ventesimo alla fine, dopo una partenza di buon ritmo, un calo nella tecnica classica, e una decisa ripresa nella sessione a skating. Alla fine è il migliore degli azzurri in una tecnica che il valdostano non ha mai gradito molto. Gara di gran cuore per Giandomenico Salvadori, rimasto agganciato al treno dei migliori nella parte in classico e nella prima parte dello skating. Poi l’azzurro ha avuto un calo fisico ed è terminato in 26/a posizione. 37/o Dietmar Noeckler e 48/o Sergio Rigoni.

Ecco gli Azzurri al traguardo:

Francesco De Fabiani (ventesimo):Mi è successo qualcosa di strano nel classico, le condizioni della pista non ernao facili, c’era molta neve trasportata dal vento, mi sembrava di essere più lento degli altri invece in pattinato sono andato meglio. Mi dispiace che stando bene così in pattinato, se fosse riuscito a rimanere a contatto con il primo gruppo me la sarei giocata una posizone nella top ten. Mi rimane un po’ di rammarico, la condizione non è male, abbiamo due settimane per migliorare, adesso vedremo come schierarci per la staffetta, dovremo valutare bene la situazione perc hè vogliamo ottenere un buon piazzamento. Abbiamo tutta la settimana per pensarci“.

Giandomenico Salvadori (ventisesimo): “Sono molto soddisfatto della frazione in classica, dove sono rimasto a contatto con i migliori. Dopo il secondo giro in pattinato sono crollato per i crampi, pensavo di chiudere meglio ma ho perduto molte posizioni nel finale. LA condizione c’è, abbiamo lavorato molto per essere al top qua, sono molto fiducioso per le prossime gare“.

Dietmar Noeckler (trentasettesimo):Ho fatto tanta fatica in classico, non tenevo bene e mi sono venuti i crampi dopo due giri, andavo in spinta in salita ma non tenevo, A pattinaggio sono ripartito ma i crampi non sono passati, potrebbe anche essere stato il freddo, come condizione generale non mi sembrava di stare male, ma sono ancora una volta in ritardo. NOn molliamo, andiamo avanti e guardiamo alle prossime gare“.

Sergio Rigoni (quarantottesimo):Clima veramente freddo e vento fastidioso, adesso punterò ad un buon piazzamento nella 15 km skating, spero in un clima più favorevole e in una condizione migliore“.

 

Ordine d’arrivo skiathlon maschile GOI PyeongChang 2018 (Alpensia):
1. Simen Hegstad Krueger NOR 1h16’20″0
2. Martin Sundby NOR +8″0
3. Hans Christer Holund NOR +9″9
4. Denis Spitsov OAR +12″7
5. Maurice Magnificat FRA +14″2
6. Dario Cologna SUI +25″1
7. Andrew Musgrave GBR +25″7
8. Alex Harvey CAN +33″4
9. Martin Jaks CZE +33″8
10 Johannes Klaebo +43″4

20. Francesco De Fabiani ITA +1’34″9
26. Giandomenico Salvadori ITA +2’16″9
37. Dietmar Noeckler ITA +3’35″5
48. Sergio Rigoni ITA +6’34″9

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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