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Giochi 2018-Fondo: Pellegrino da sogno

Non è un argento che vale oro perché dinnanzi a Klaebo bisogna soltantn inchinarsi, ma è un argento puro, vero, appesantito dalla fatica, dal sangue, dalla potenza di un atleta straordinario.
Federico Pellegrino non era partito con grandissima flemma, la sua tattica è stata quella di controllare Klaebo. Terzo nella prima salita, alle spalle anche del russo (OAR) Alexander Bolshunov ma con un pelo di luce tra lui e il norvegese. Kalebo scappa, il russo che comincia a cedere e Pellegrino cerca di fasri sotto. E’ la stessa tatica della semifinale. Pellegrino rimane terzo nella discesa. Dietro sono distanti. Una medaglia è certa. Intanto Klaebo se n’è va via ed è oro sicuro. C’è la volata con Federico che deve recuperare un paio di metri su Bolshunov. Ma la sua progressione è impressionante. Espressione di una forza e di potenza cristallina. Arrivano sulla linea assieme, ma il pattino dell’Azzurro arriva un centimetro prima! E’ medaglia d’argento, bellissima, indimenticabile perché arrivata nella tecnica a lui meno congeniale. E’ la 117esima medaglia per l’Italia alle Olimpiadi.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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