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Giochi 2018-GS: il bronzo di Brignone

L’Italia non poteva non vincere una medaglia in gigante. E’ la nostra specialità e sarebbe stato diffcile dare una spiegazione in caso di fallimento. D’accordo, non è d’oro e non è d’argento, ma pazienza, le gare  sono così: allora evviva la medaglia di bronzo di Federica Brignone! Via la delusione, via l’amarezza, è una sciocchezza pensare in questo senso. Evviva il bronzo di Fede, lo ripetiamo e lo diremo anche dopo! Per come si erano messe le cose, abbiamo rischiato davvero di piangere (sportivamente parlando). Lasciamo un attimo perdere la manche strepitosa di Mikaela Shiffrin, altro pianeta, alzi la mano chi poteva presumere che la norvegese Ragnhild Mowinckel potesse superare le ultime dieci porte in quel modo. E’ la magia delle Olimpiadi. La norvegese ormai appartiene all’elite della specialità. L’abbiamo forse considerata una outsider, ma sbagliavamo. E ne avremo la prova con le prossime gare. Possiamo anche dire che l’argento gliel’ha regalato Federica, ma l’Azzurra forse non si aspettava di incontrare un terreno così. Non ha potuto esprimere la sua proverbiale sciata. Ci ha provato ma i suoi sci non la seguivano a dovere, allora ha cercato di limitare i danni ed è stata stratosferica a portare i suoi Rossignol sul terzo tempo complessivo. Onori alla Shiffrin: voleva questo oro e se l’è preso con la tecnica e la determinazione di una vera fuoriclasse. Niente da dire: ci ha battuti. Ha spinto dove si poteva spingere ed ha controllato nei tratti più pericolosi, riuscendo magicamente a scappar via dalla curva con leggerezza e velocità. La perfezione assoluta.  Dobbiamo essere tristi invece per la seconda manche di Manuela Moelgg. Prima nettamente a metà gara, è naufragata nella seconda. Non ha commesso errori madornali, ma anche lei non si è trovata su quei gradini ed ha semplicemente sciato male, specie sul muro. Scomposta, disordinata forse troppo tesa. Ma non si è tirata indietro ed ha lottato come sempre. Rendiamoci però conto: competere con le ragazzine di oggi è così complicato… Viene il magone, è vero, ma solo per un attimo perché stiamo parlando di sport allo stato puro. Non c’è stata violazione, nessuna sfortuna, non c’è nulla da recriminare! Caso mai dobbiamo essere contenti per la prestazione di Marta Bassino: è partita sfruttando bene gli appoggi, poi un errore di spigolo all’ingresso del muro e ciao, impossibile recuperare, soprattutto sulla Rebensburg, anche se nel tratto finale è stata più brava. Un errorino del cavolo pagato a caro prezzo. Ma è così giovane che ha davanti a sè altre occasioni olimpiche per sorridere più di quanto abbia fatto oggi. Comunque brava! Quinta dopo la prima manche, quinta dopo la seconda.
Altra sciata quella mostrata nella seconda manche da Viktoria Rebensburg, che pur non ha fatto miracoli. Ma su questa pista e in questo tracciato così corto, più di tanto non si poteva recuperare. Brava comunque a fare la Rebensburg. Non quella di Vancouver che vinse l’oro proprio tra le porte larghe, ma sufficiente almeno per recuperare qualche posizione: dall’ottava al quarto.  Era scritto, logico e intuitivo che Tessa Worley avrebbe eseguito una seconda manche da sogno. Se avesse messo un pochino meno rabbia, avrebbe potuto, chissà, salire anche sul podio. Ma questa neve, è dimostrato, richiede leggerezza e precisione e meno muscoli. Rimane quella prima manche orribile, iuna delle sue peggiori da quando è diventata una delle  numeri uno.
Sofia Goggia? Si è difesa ma quest’anno non è la sua specialità. Diciamo che questo undicesimo posto le serve solo come tappa di avvicinamento alle sue gare. La seconda migliore francese si è rivelata Estelle Alphand ma a godere di questo è la Svezia, poiché la figlia di Luc ha deciso di difendere i colori della mamma. Disgraziata la sua prima manche, a oltre tre secondi e mezzo da Manuela, splendida la seconda, che le ha permesso di recuperare tante posizioni e di fare meglio della stella Tessa Worley nel tempo di manche. E’ ancora acerba ma ha un piedino da fata! Proprio come la slovena Meta Hrovat, anche lei autrice di una seconda manche di categoria superiore.
Da segnalare che, come accaduto nella discesa maschile, l’Austria è entrata nella lista delle non pervenute: la migliore è Anna Veith, dodicesima. Un’ultima cosa: Evviva il bronzo di Federica

Ranking

RANK BIB NAME NAT RUN 1 Rk1 RUN 2 Rk2 Pr TOTAL DIFF
1 7 Shiffrin Mikaela

USA

+0.20 2 +0.21 4 1 2:20.02
2 6 Mowinckel Ragnhild

NOR

+0.55 4 +0.25 5 2 2:20.41 +0.39
3 3 Brignone Federica

ITA

+0.29 3 +0.58 8 2:20.48 +0.46
4 5 Rebensburg Viktoria

GER

+0.83 8 +0.16 3 4 2:20.60 +0.58
5 13 Bassino Marta

ITA

+0.57 5 +0.51 7 2:20.69 +0.67
6 16 Hansdotter Frida

SWE

+0.70 7 +0.74 11 1 2:21.05 +1.03
7 2 Worley Tessa

FRA

+1.44 14 +0.01 2 7 2:21.06 +1.04
8 1 Moelgg Manuela

ITA

1:10.62 1 +1.59 23 7 2:21.20 +1.18
9 11 Holdener Wendy

SUI

+1.30 13 +0.36 6 4 2:21.27 +1.25
10 9 Hector Sara

SWE

+0.60 6 +1.32 19 4 2:21.53 +1.51
11 14 Goggia Sofia

ITA

+1.02 10 +1.17 18 1 2:21.80 +1.78
12 18 Veith Anna

AUT

+1.81 15 +0.68 10 3 2:22.10 +2.08
13 10 Vlhova Petra

SVK

+1.09 12 +1.43 21 1 2:22.13 +2.11
14 19 Hrovat Meta

SLO

+2.14 16 +0.60 9 2 2:22.35 +2.33
15 20 Haver-Loeseth Nina

NOR

+2.51 18 +0.98 13 3 2:23.10 +3.08
16 22 Alphand Estelle

SWE

+3.61 26 1:08.99 1 10 2:23.22 +3.20
17 23 Haaser Ricarda

AUT

+2.75 19 +1.00 14 2 2:23.36 +3.34
18 26 Lysdahl Kristin

NOR

+2.83 21 +0.96 12 3 2:23.40 +3.38
19 28 Barioz Taina

FRA

+2.92 23 +1.07 15 4 2:23.60 +3.58
20 25 Baud Mugnier Adeline

FRA

+2.27 17 +2.05 26 3 2:23.93 +3.91
21 29 Bucik Ana

SLO

+2.76 20 +1.72 24 1 2:24.09 +4.07
22 17 Weirather Tina

LIE

+3.46 25 +1.15 17 3 2:24.22 +4.20
23 49 Ledecka Ester

CZE

+4.00 29 +1.08 16 6 2:24.69 +4.67
24 24 Schild Bernadette

AUT

+3.88 28 +1.32 19 4 2:24.81 +4.79
25 37 Crawford Candace

CAN

+4.08 30 +1.47 22 5 2:25.16 +5.14
26 33 Ignjatovic Nevena

SRB

+3.79 27 +2.00 25 1 2:25.40 +5.38
27 38 Gasienica-Daniel Maryna

POL

+3.27 24 +2.81 28 3 2:25.69 +5.67
28 21 Wild Simone

SUI

+2.90 22 +4.24 33 6 2:26.75 +6.73
29 54 Capova Gabriela

CZE

+5.18 34 +2.63 27 9 2:27.42 +7.40
30 46 Silanteva Anastasiia

OAR

+5.05 32 +3.29 29 2 2:27.95 +7.93
31 31 McJames Megan

USA

+5.38 35 +3.40 30 4 2:28.39 +8.37
32 48 Komsic Andrea

CRO

+4.92 31 +3.97 32 1 2:28.50 +8.48
33 32 Ishikawa Haruna

JPN

+5.87 36 +3.51 31 3 2:28.99 +8.97
34 55 Stimac Ida

CRO

+6.24 40 +5.33 36 6 2:31.18 +11.16
35 35 Robinson Alice

NZL

+6.04 37 +5.54 38 2 2:31.19 +11.17
36 57 Stiegler Resi

USA

+6.10 38 +6.03 40 2 2:31.74 +11.72
37 39 Moravcikova Sona

SVK

+7.26 43 +5.12 34 6 2:31.99 +11.97
38 47 Shkanova Maria

BLR

+7.55 45 +5.17 35 7 2:32.33 +12.31
39 51 Vanreusel Kim

BEL

+6.98 41 +5.93 39 2 2:32.52 +12.50
40 62 Kirkova Maria

BUL

+7.77 46 +5.39 37 6 2:32.77 +12.75
41 58 Kantorova Barbara

SVK

+7.12 42 +6.21 41 1 2:32.94 +12.92
42 45 Gastaldi Nicol

ARG

+7.44 44 +6.39 43 2 2:33.44 +13.42
43 50 Gasuna Lelde

LAT

+8.03 47 +6.31 42 4 2:33.95 +13.93
44 68 Muzaferija Elvedina

BIH

+8.71 49 +6.58 44 5 2:34.90 +14.88
45 53 Gim Sohui

KOR

+8.51 48 +7.25 45 3 2:35.37 +15.35
46 61 Tsiklauri Nino

GEO

+9.40 51 +7.92 46 5 2:36.93 +16.91
47 56 Kang Youngseo

KOR

+9.05 50 +8.40 48 3 2:37.06 +17.04
48 66 Clerc Mialitiana

MAD

+11.20 55 +8.19 47 7 2:39.00 +18.98
49 76 Hozmann Szonja

HUN

+11.15 54 +8.63 49 5 2:39.39 +19.37
50 65 Arbez Tess

IRL

+11.50 56 +9.13 50 6 2:40.24 +20.22
51 69 Grigorova Mariya

KAZ

+11.80 57 +9.78 51 6 2:41.19 +21.17
52 70 Ralli Sophia

GRE

+11.84 58 +10.21 52 6 2:41.66 +21.64
53 73 Mehilli Suela

ALB

+14.05 60 +12.91 54 7 2:46.57 +26.55
54 72 Januskeviciute Ieva

LTU

+15.76 62 +11.65 53 8 2:47.02 +27.00
55 64 Kong Fanying

CHN

+15.68 61 +14.59 56 6 2:49.88 +29.86
56 74 Ng Arabella Caroline Yili

HKG

+16.63 63 +14.30 55 7 2:50.54 +30.52
78 Carikcioglu Ozlem

TUR

+17.09 64 Started
77 Maroty Mariann Mimi

HUN

+19.12 65 Started
67 Simader Sabrina

KEN

+12.65 59 DNF
63 Knysh Olha

UKR

+9.89 53 DNF
60 Einarsdottir Freydis Halla

ISL

+9.40 51 DNF
40 Schleper Sarah

MEX

+6.18 39 DNF
36 Grenier Valerie

CAN

+5.12 33 DNF
12 Drev Ana

SLO

+1.02 10 DNF
4 Brunner Stephanie

AUT

+0.91 9 DNF

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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