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Giochi 2018-SG: Ledecka, magia olimpica

Questa è l’Olimpiade bellezza, svegliati, non rimanere imbambolata dinnanzi al tabellone dei tempi. E’ tutto vero, sei tu la campionessa olimpica del superG!. Ester Ledecka, mostro dello snowboard, appassionata di sci, ha portato sul traguardo di Jeongseon lo scompiglio e l’incredulità più totale. Lo stupore della 22enne di Praga durata svariati secondi è anche quello di tutto il parterre e di milioni di telespettatori. Colei che finora in superG aveva ottenuto un 19esimo posto a Garmisch come miglior risultato in carriera, è lì, quasi impietrita, come a dire: “Dai, ma che scherzi sono, mi state prendendo in giro?“. Nessuno scherzo, nessuna presa in giro, perché quando si scia senza la minima sbavatura su una pista di media difficoltà l’oro olimpico lo puoi anche vincere. Qualcos’altro poi ha fatto il resto e questo è normale quando batti Anna Veith per 1 centesimo, e Tina Weirather per 11. Tutto rimane comunque pazzesco. Ester era scesa dal gradino più alto del podio nella Coppa del Mondo di snowboard soltanto 22 giorni fa a Bansko. Il suo quattordicesmo successo, senza contare quelle due medaglie d’oro conquistate ai Campionati del mondo. E ora si trova lì, sopra alle migliori interpreti della velocità femminile. Pazzesco, facce annichilite, stupefatte, ma è tutto vero!
In realtà, alla viglilia della gara la storia era un’altra. Ti aspettavi Lindsey Vonn, speravi in Sofia Goggia, credevi in Federica Brignone, temevi Tina Weirather e Lara Gut e che accade? Spunta fuori da pronistici abbastanza logici Anna Veith! Non che l’austriaca non fosse abilitata alla vittoria, ma nel folto gruppetto delle pretendenti era forse la meno indicata, se non altro per quella stagione passata un po’ così, tra alti e bassi che consegnavano alla felina austriaca un grande punto interrogativo. Lasciando le ipotesi alle spalle, la discesa dell’austriaca è stata impeccabile, una delle poche a non commettere sciocchezze su un tracciato se vuoi banale, ma allo stesso tempo insidioso, pronto a punirti alla minima sbavatura. Veith ha indossato l’abito di Fenninger ed è tornata quell’atleta capace di fare velocità in curva come nessuna. Poi d’accordo, è arrivata la grande sorpesa Ledecka, davanti a lei per 1 centesimo… Lindsey Vonn e Sofia Goggia si sono autoescluse dai premi a causa di due errori grossolani. L’americana nell’ultima curva prima dello schuss ha cannato in pieno l’ingresso finendo nella neve riportata, l’Azzurra si è insaccata su un dosso e solo per miracolo è rimasta in piedi. Abbiamo sperato in Johanna Schnarf, regolare nelle traiettorie e disordinata in una sola linea a centro pista. Tanto è bastato per finire a 5 centesimi da Tina Weirather, medaglia di bronzo e a 4 da Lara Gut, medaglia di legno a 1 centesimo! L’arrivo di Ester ha tolto un po’ di rabbia all’Azzurra, che senza l’atleta ceca, sarebbe arrivata quarta, proprio così, un maledetto quarto posto, diverso ma nella sostanza identico a quello di Vancouver, quando perse la gloria del bronzo per 11/100 da Vonn. Ha sciato molto bene Federica Brignone ma c’era troppo piattume in pista per consentirle di stare al passo con la vittoria. Considerando le prime 6 è stata la migliore prima del tratto lento, la peggiore all’uscita, ma al traguardo è solo sesta a soli 38/100 da Ledecka . Se consideriamo che Lindsey ha staccato lo stesso identico tempo, cosa avrebbe fatto l’americana senza quell’errore madornale? Piomba invece nel buio dell’undicesimo posto Sofia Goggia il cui risultato non si riconduce soltanto a quell’insaccata. C’è da registrare un’altra sbavatura, un paio di curve dopo quando si è inclinata troppo, appoggiandosi con la mano sulla neve per ritrovare l’equilibrio. 54 i centesimi di ritardo dall’oro. Tra le deluse anche Viktoria Rebensburg, decima a + 5 decimi e Ragnhild Mowinckel, 13esima, alle spalle anche di Nadia Fanchini.
La prima possibilità di Sofia se n’è andata con tanto rimpianto. Attendiamo la seconda chance. Sempre che non si verifichino altre sorprese! Per saperne di più con un certo anticipo, basta chiedere a Max Blardone che prima dell’inizio della gara ha così dichiarato: “Occhio però anche a Ester Ledecka“. Va beh…

Ranking

RANK BIB NAME NAT TIME DIFF
1 26 Ledecka Ester

CZE

1:21.11
2 15 Veith Anna

AUT

1:21.12 +0.01
3 7 Weirather Tina

LIE

1:21.22 +0.11
4 5 Gut Lara

SUI

1:21.23 +0.12
5 3 Schnarf Johanna

ITA

1:21.27 +0.16
6 11 Brignone Federica

ITA

1:21.49 +0.38
6 1 Vonn Lindsey

USA

1:21.49 +0.38
8 19 Huetter Cornelia

AUT

1:21.54 +0.43
9 16 Gisin Michelle

SUI

1:21.57 +0.46
10 14 Rebensburg Viktoria

GER

1:21.62 +0.51
11 13 Goggia Sofia

ITA

1:21.65 +0.54
12 4 Fanchini Nadia

ITA

1:21.88 +0.77
13 17 Mowinckel Ragnhild

NOR

1:22.00 +0.89
14 28 Johnson Breezy

USA

1:22.14 +1.03
15 12 Ross Laurenne

USA

1:22.17 +1.06
16 27 McKennis Alice

USA

1:22.20 +1.09
17 6 Suter Corinne

SUI

1:22.24 +1.13
18 9 Schmidhofer Nicole

AUT

1:22.30 +1.19
19 20 Miradoli Romane

FRA

1:22.36 +1.25
20 22 Piot Jennifer

FRA

1:22.38 +1.27
21 18 Tippler Tamara

AUT

1:22.50 +1.39
22 10 Gauthier Tiffany

FRA

1:22.56 +1.45
23 23 Grenier Valerie

CAN

1:22.77 +1.66
24 25 Hoernblad Lisa

SWE

1:22.79 +1.68
25 30 Ferk Marusa

SLO

1:23.18 +2.07
26 33 Gasienica-Daniel Maryna

POL

1:23.21 +2.10
27 8 Flury Jasmine

SUI

1:23.30 +2.19
28 2 Worley Tessa

FRA

1:23.54 +2.43
29 24 Crawford Candace

CAN

1:23.69 +2.58
30 32 Coletti Alexandra

MON

1:24.01 +2.90
31 35 Small Greta

AUS

1:24.09 +2.98
32 31 Vlhova Petra

SVK

1:24.26 +3.15
33 36 Paulathova Katerina

CZE

1:24.48 +3.37
34 38 Robnik Tina

SLO

1:24.49 +3.38
35 34 Kantorova Barbara

SVK

1:25.30 +4.19
36 43 Caill Ania Monica

ROU

1:25.74 +4.63
37 29 Remme Roni

CAN

1:25.90 +4.79
38 41 Simader Sabrina

KEN

1:26.25 +5.14
39 37 Barahona Noelle

CHI

1:27.16 +6.05
40 40 Vanreusel Kim

BEL

1:27.60 +6.49
41 39 Schleper Sarah

MEX

1:27.93 +6.82
42 42 Muzaferija Elvedina

BIH

1:27.97 +6.86
43 45 Knysh Olha

UKR

1:30.60 +9.49
44 Shkanova Maria

BLR

DNS
21 Weidle Kira

GER

DNF

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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