Giovanni Franzoni è il nuovo re della Streif.
Le emozioni scorrono nello sguardo e nei pensieri del bresciano, che a 24 anni firma una vittoria destinata a segnare una carriera. Un successo che vale molto più di un risultato: vale l’ingresso nella leggenda dello sci alpino.
«È un sogno, sto tremando dall’emozione. Il risultato del superG di ieri mi ha tolto un po’ di pressione e oggi ero particolarmente carico. Prima della stradina ho commesso forse qualche piccola sbavatura, poi da lì in avanti, come in prova, ho sciato davvero forte, secondo me».
Una giornata speciale, vissuta con intensità fin dalla partenza.
«In start avevo in mente Matteo Franzoso, perché l’anno scorso condividevamo la stessa camera. Sapevo che Marco Odermatt voleva fare la gara perfetta, anche perché qui non aveva mai vinto. Quando però sono arrivato in fondo con quel vantaggio su Mattia Casse, mi sono detto che avevo fatto qualcosa di grande».
Franzoni aveva letto la gara con lucidità.
«Sapevo che per starmi davanti Odermatt avrebbe avuto bisogno di un grande vantaggio a metà pista. Il gioco dei centesimi, oggi, è stato dalla mia parte».
Una crescita mentale decisiva
In appena cinque settimane, la carriera di Giovanni Franzoni ha preso una direzione nuova e definitiva.
«La testa fa una differenza enorme. Per uno come me, che spesso è stato anche un po’ insicuro, credere davvero in se stesso è fondamentale. È questa, secondo me, la grande differenza rispetto ai mesi scorsi. In gara facevo fatica a sciogliermi, adesso ci credo di più e riesco ad aumentare la confidenza sugli sci».
Parole semplici, dirette, che raccontano il passaggio più difficile e più vero: quello dalla promessa al protagonista.
Sulla Streif, nel luogo che non ammette finzioni, Giovanni Franzoni ha dimostrato di appartenere all’élite.
E da oggi, nulla sarà più come prima.






Add Comment