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Gli Azzurri nel “dopo Saslong”

Si parla soprattutto di Marc Gisin e della sua caduta spaventosa al termine della discesa di Val Gardena. Ecco le dichiarazioni degli azzurri.

Dominik Paris: “Dopo una caduta così (quella di Gisin n.d.r.), il mio piazzamento non conta più niente. È molto grave quando si vede una cosa del genere. Io non lo uso l’air-bag perché non mi sento di usarlo, ma è difficile dire se va meglio o peggio con l’air-bag, quando vai a 100 all’ora contro un muro e sbatti con la schiena. Prendi un colpo internamente e quella è la cosa grave. Gisin è rimasto agganciando sulla prima gobba ed è volato. Speriamo vada tutto bene”.

Christof Innerhofer: “Sembra che Kilde abbia fatto una gara a parte, eppure è strano perché non sembra la sua pista. Ha fatto davvero una gara a parte, poi sono tutti attaccati come accade spesso in Val Gardena. La gara è stata un filino strana, mi sembra strano che io, Jansrud e Janka abbiamo beccato così tanto costantemente da cima a fondo, può essere un caso come no. Io tanto meglio di così non potevo fare, forse il mio set-up era leggermente troppo aggressivo, ma non mi sembra di aver fatto male. L’incidente non l’ho visto, ora non contano decimi o centesimi, conta solo che Marc (Gisin, n.d.r.) stia bene”.

Emanuele Buzzi: “In prova ho fatto molta fatica su una pista con tanti salti e tanti dossi, dove non sono così bravo. Sono contento della mia prestazione. Non so cosa sia successo a Gisin, siamo stati fermi tanto tempo,, ma io ho cercato di pensare solo alla mia gara, come sempre quando sono su. Poi, certo, l’attesa non è mai facile. Bormio è una pista che mi si addice un po’ di più, sono fiducioso per le prossime gare perché sto sciando bene”.
Da fisi.org