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Gli slalomisti Azzurri all’ultimo attacco

Alex Vinatzer: “Dopo la medaglia nel Team Event, abbiamo sciato per tre giorni nello slalom. Le condizioni non erano mai le stesse. Speriamo diventi un po’ più freddo, così la neve indurisce un po’, perché a me non piace molto la neve completamente molle com’era in questi giorni. Gli allenamenti sono andati bene. Lo scorso anno alle Olimpiadi la convocazione è arrivata un po’ dal nulla, mentre quest’anno sapevo di essere in corsa per un posto per i Mondiali e quindi c’è la consapevolezza di poter fare una bella gara domenica. Sono migliorato molto, quest’anno, e cercherò di dimostrarlo in gara. Sono cresciuto tecnicamente e anche mentalmente. Non ho ancora l’esperienza dei miei compagni, ma sto crescendo. Conosco abbastanza la pista perché ci ho fatto i Mondiali junior due anni fa: è  facile e bisogna attaccare dall’inizio alla fine”.

Giuliano Razzoli: “La strada per arrivare a questi Mondiali è stata lunga e piuttosto complicata, in particolar modo l’anno scorso e all’inizio di questa stagione. Però ci ho sempre creduto e sono riuscito ad accorciare il periodo. Sono ripoartito già lo scorso anno cone le gare di Coppa Europa, poi ho proseguito quest’anno. La forma fisica e la perfomance tecnica sono cominciate a salire e sono arrivati i risultati più importanti, fino ad arrivare a Madonna di Campiglio, quando ho capito che la strada intrapresa era quella giusta. Sapevo di non stare bene, da anni, e però mi sono detto che finché non avrei potuto allenarmi bene ed essere al cento per cento della forma, non potevo neppure valutare se fosse arrivato per me il momento di smettere. Partendo molto indietro, con pettorali alti, ho dovuto anche fare un po’ di conti: qualche volta ho cercato di fare la gara al massimo, come ad Adelboden e Schladming, e sono uscito. Altre volte ho portato a casa il risultato che mi serviva per migliorare nell’ordine di partenza. Qui invece bisogna giocarsela a tutta, su questa pista abbastanza facile, dove non ci sarà grande selezione”.

Stefano Gross: “E’ la stagione per me più difficile da quando faccio Coppa del mondo. Dopo l’infortunio ho dovuto tribolare molto, fino ad adesso. Da un paio di settimane va un po’ meglio e riesco ad allenarmi e questo mi dà un po’ di fiducia. Avevo anche perso il piacere di sciare. Ho fatto tantissima fisioterapia e Luca Caselli mi ha aiutato molto a disputare la stagione. Probabilmente, senza di lui avrei rinunciato e avrei rimandato tutto all’anno prossimo. Non sono al 100% ma ci provo. Certo non è facile perché il livello è altissimo e io non sono il tipo che si acconteta del nono o del decimo posto che ho fatto quest’anno. Sono sette anni che sono nel primo gruppo ed è difficile mandare giù i decimi posti, però devo anche essere obiettivo e continuare ad allenarmi per ritrovare il piacere della sciata”.

Manfred Moelgg è ancora febbricitante, ma proverà ad essere al via nella gara di domenica.

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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