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GS Badia: Hirscher non perdona!

Non poteva finire diversamente. La differenza tra lui e gli altri è abissale. Marcel Hirscher rimane il padrone della Gran Risa, pista mito che fa sua per il sesto anno consecutivo. La gara l’aveva già vinta nella prima manche che aveva chiuso con poco meno di un secondo (-94/100) sullo svedese Olsson e lo svizzero Odermatt, appena davanti a Feller, Kristoffersen e Pinturault, come dire, l’eccellenza del gigante moderno Quello che gli Azzurri ancora non conoscono. Nella seconda Hirscher non si è risparmiato… e quando mai! Il vantaggio su Fanara è stato di due secondi e mezzo. No comment. Ci ha provato Kanjek stilista come sempre ma già dopo le prime 10 porte il suo tempo risultava più alto di quello di Fanara, leader fino a quel momento davanti a Pinturault. Ci ha provato Kristoffersen autore, come spesso accade, di una seconda arrembante, ma nelle ultime 20 porte ha alzato clamorosamente il piede finendo all’inferno. Ci ha provato Manuel Feller, l’atleta più bizzarro e simpatico del Circo Bianco ma anche lui nella seconda parte con una pista non più liscia, non ha potuto far altro che accontentarsi di una posizione nei dieci, alle spalle di Fanara e Pinturault. Poi è partito il ragazzino Marc Odermatt che commette subito un errore di gioventù ma non si da per vinto e continua a spingere come un pazzo fino a schiantarsi su una porta rossa. Perdonato. A quel punto Olsson ha potuto affrontare la seconda con un pizzico di tranquillità in più Condizione che però lo ha fregato perché il vantaggio di 7 decimi è diventato rossissimo. Quindi in maniera inaspettata, Fanara si è ritrovato sul podio, davanti al suo capitano Pinturault.

La delusione in Casa Italia è molto forte. Nessuno comprende un’imvoluzione del genere. Altre nazioni avanzano noi arretriamo. Viviamo di momenti come l’ottima seconda manche di Luca De Aliprandini qualificatosi però col 28esimo tempo. Perché non sciare così anche nella prima? Misteri… in questi casi buttare fango addosso serve solo a peggiorare le cose. Ci vuole tranquillità, lavoro e pazienza. Perchè il talento c’e. Lui è gli altri? Speravamo in una conferma di Tonetti ma Riccardo nella prima manche sembrava con la testa da un’altra parte. Non ha trovato feeling. Moelgg ha perso il ritmo quasi subito e poi recuperare qui è impossibile. Meglio nella prima parte della seconda manche ma poi non ha tenuto fino in fondo. Di giovani talentuosi non ne abbiamo, almeno finora. Alla fine rimane la soddisfazione di Luca per essere rimasto nel leader corner fino alla discesa del francese Fanara (rivisto come ai bei tempi) passando davanti a una quindicina di atleti. Il recupero è andato ancora avanti fino a fermarsi alla sertima piazza )21 posizioni recuperare) Bravo.

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.