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GS Beaver Creek: Luitz e Tumler in Paradiso

Marcel Hirscher parla poco o comunque non a sproposito. Al termine della prima manche aveva detto: “Sarà difficile perché il tracciato si spaccherà e non sarà possibile seguire la linea ideale“. Quanta ragione ha avuto… Quanti protagonisti ci hanno rimesso le penne. E solo per un pelo non si è compiuta una sorpresa clamorosa. Ma andiamo per ordine.
Ha trionfato Stefan Luitz, la sua prima vittoria in carriera. E fino a qui ci sta, lui è un grande e solo quel ginocchio partito sulla Gran Risa l’anno scorso ha rimandato l’appuntamento con la gloria. Al secondo posto Marcel Hirscher e fino a qui ancora tutto normale. Ha lasciato 14/100 e a questi livelli può capitare. Quello che viene dopo invece è un non sense. Al terzo posto non c’è Kristoffersen, Pinturault o Moelgg. Al terzo posto c’è Thomas Tumler, 21esimo dopo la prima manche ma capace nella seconda di dare al campione austriaco 1″58. Possibile? Si è mai vista una roba del genere? Eppure questo è accaduto. Indagare a fondo su questo è un esercizio impossibile o comunque troppo difficile. Qualcuno dice che la totale mancanza di luce per gli ultimi 7 o 8 oatleti è stato fondamentale. Mah… Rimane un fatto inequivocabile: la seconda manche dell’elvetico è stata splendida. Mentre tutti, tra le seconde file elvetiche, attendevano superman Marco Odermatt, plurimedagliato ai Mondiali Junior dello scorso anno, è piombato sul traguardo di Beaver questo 29enne supergigntista con un’altra faccia. Spendiamo qualche parola in più perché ci è sembrata un’azione diversa da quella del solito atleta che parte nella seconda manche tra i primi e fa il tempo. Sembrava un atleta plasmato apposta per il gigante, tanto si è rivelato bello da vedere, con un’azione moderna, spumeggiante, dinamica e precisa. Una seconda manche strepitosa per una specialità dove aveva finora raccolto un 26esimo posto nel 2014 sempre qui a Beaver. E’ riuscito addirittura a migliorare l’ottavo posto ottenuto nel 2016 in superG, dove? Sempre qui a Beaver. Come abbia fatto a cambiar pelle in questo modo rimane un mistero. Oppure è solo merito di quet’aria. Attendiamolo in Val d’Isère, in Badia ad Adelboden… Certo è che presentarsi con il 48 e realizzare di gran lunga il miglior tempo nella seconda è tantissima roba! Nel 2013/14 vinse la Coppa Europa, poi qualche infortunio e il faticoso ingresso in serie A dove si è spesso smarrito, trovando più agio in superG. Da 21esimo è risalito fino alla terza posizione. Primo podio in carriera, un sogno. Grandioso!
Henrik Kristoffersen che è abituato a mangiare la polvere di Hirscher questa volta non l’ha mandata giù, beffato da uno sconosciuto. Riccardo Tonetti non è riuscito a ripetere la sua bella prima manche, cadendo in un paio di occasioni negli errori soliti dello scorso anno (sedere sulle code). Rimane comunque una prestazione da considerare come non male, tra le migliori in carriera (2 volte ottavo, 2 volte decimo). Qualche none illustre se l’è messo dietro, vedi Pinturault, Muffat-Jeandet, Ligety. Ha concluso ottavo col nono tempo di manche. Meno entusiasmo invece per il suo capitano Manfred Moelgg precipitato in sedicesima posizione, naufragato anche lui, sugli scalini che il tracciatore ha voluto creare, ponendo angoli insoliti per una neve che si sarebbe certamente rotta. Le gare sono così, vincono sempre i migliori.

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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