Gare

GS Courchevel, un altro capolavoro di Mikaela Shiffrin

GS Courchevel, un altro capolavoro di Mikaela Shiffrin .
Vittoria numero 72 (113 podio), la 14esima in gigante, per Mikaela Shiffrin che non è battibile in gigante. Può sciare anche in mezzo ai bunker ma lei li supererà con una classe immensa. Una vittoria sicuramente costruita nella prima manche, ma ben difesa anche nella seconda. vincere con 86 centesimi di vantaggio sulla seconda è davvero tanta rova.

Non sappiamo cosa Mauro Pini abbia spifferato nell’orecchio alla sua pupilla Petra Vlhova, ma sicuramente qualcosa di buono. La seconda manche della fuoriclasse slovacca è stata perfetta, sopratutto nel tratto centrale, quello più complicato. Rimane un po’ inspiegabile cosa le sia capitato nella prima per perdere tutto quel tempo, 1″39 da Shiffrin. È rimasta fuori dal podio perché Sara Hector ha disegnato la migliore manche della sua vita, quasi a livelli di Shiffrin. Anzi, nella seconda ha dato addirittura 17 centesimi a Mikaela. Roba da raccontare tra qualche anno ai nipotini.

Poi Michelle Gisin che è un osso duro, non ha mollato per niente ed è riuscita a salire sul terzo gradino del podio a +22 dalla svedese. La mononucleosi è solo un lontano ricordo. bene!

Non è nei premi Federica Brignone, perché a Courchevel se non si sdraia non è contenta L’anno scorso era capitato in vista del traguardo e colse la seconda piazza. Qui le è successo a metà pista. Non si sa come si a riuscita a tirarsi sù, ma ormai la gara era andata. Col 23esimo tempo di manche chiude in settima che, per carità, non è certo da buttare.

Non sarà la migliore Tessa Worley ma in questa seconda si è arrangiata aggrappandosi all’esperienza, aspetto che in situazioni così complicate conta tantissimo. Proprio nel tratto dove le atlete avevano sicuramente brutte sensazioni per colpa dio un terreno sordo, lei ha fatto la differenza.  Si è messa dietro la brava polacca Maryna Gasienica-Daniel, Brignone e Holtmann, chiudendo quinta.

Ramona Siebenhofer (ottava) non ha pranzato. Quell’errore sul piano le è costato probabilmente il podio, perché fino a quel punto stava compiendo un capolavoro. Al traguardo ha ingoiato i guanti dal nervoso.

Nella cronaca della prima manche lo avevamo segnalato: quando Paula Moltzan può giocarsela su una pista non devastata dalle lamine, può fare risultato. E così è stato. 23esima a metà gara a +3″36 da Shiffrin, ha chiuso in 16esima piazza
La sua compagna di squadra Nina O Brian l’ha tolta dal leader corner perché tutte le statunitensi hanno raggiunto un ottimo livello tecnico.

Poi però è arrivata giù come una furia l’elvetica Camille Rast, classe ’99, due volte campionessa Mondiali junior, altro grande talento. Pettorale 45, nona posizione! Il fatto che lei è più slalomista, quindi possiamo dire che il Circo bianco al femminile avrà presto una nuova protagonista. Era 16esima, ha centrato la top ten (nona). È infatti è riuscita a mettersi dietro anche, Brunner, Truppe, Bucik e Mowinckel che la precedevano a metà gara, oltre all’out di Goggia. Di più non poteva fare, troppo alto il suo ritardo nella prima frazione di gara.

Brava anche la polacca Magdalena Luczak, pettorale 46, 28esima dopo la prima 20esima. fine gara. Da tenere d’occhio per il futuro perché scia davvero bene. Dietro di lei un’altra giovane interessante, manco a dirlo, svizzera anche lei. Si chiama Simona Wild 22esima col 44!

Elena Curtoni non ha graffiato nella seconda anche se ha potuto scendere su una pista liscia: 25esima. Zero punti invece per Sofia Goggia ma dannazione, l’ha proprio buttata via. Il piede esterno è rimasto agganciato nella neve e quasi incrocia le punte. Fuori quando stava andando davvero bene più a suo agio su un tracciato un po’ più rotondo.

Dopo questa gara Miki si è ripresa la testa della Coppa. Ora conduce con 670 punti contro i 635 di Sofia, mentre Petra Vlhova rimane terza a 390 punti. GS Courchevel un altro

LA CLASSIFICA

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.