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GS Kranjska Gora: Camille Rast resiste al ritorno di Scheib e vince il suo primo gigante

Camille Rast chiude davanti a tutte e firma la prima vittoria in carriera tra le porte larghe. Dietro di lei Julia Scheib conferma lo stato di grazia con una manche di spessore, mentre Paula Moltzan completa il podio con continuità e solidità.

Rast costruisce il successo sulla lucidità. Non forza l’avvio, tiene margine nei passaggi chiave e, quando serve, accelera con precisione. La sua seconda manche resta dentro il ritmo dall’inizio alla fine: scelta delle linee pulita, gestione dei dossi efficace, muro finale sciato con decisione. Una vittoria presa di testa e di tecnica.

Scheib risponde con una prova piena. Sta nel tempo della svizzera per lunghi tratti, perde qualcosa dove la velocità va sostenuta e non solo cercata, ma resta sempre in partita. Moltzan fa la gara che le riesce meglio: costruzione progressiva, uscita forte dai tratti lenti, finale in spinta. Podio meritato.

Alle loro spalle Sara Hector mostra la miglior seconda manche sul piano dell’aggressività: attacca, recupera, spinge. Il distacco nasce nella prima, il segnale arriva nella seconda. Mikaela Shiffrin chiude quinta con una prova di controllo, più pulita che incisiva, sempre dentro il suo standard di affidabilità. Alle sue spalle Lara Colturi che si difende ma non “tira” come nella prima manche,

Poi c’è il tema azzurro. Sofia Goggia parte ventisettesima e risale fino all’undicesimo posto. Sedici posizioni recuperate, quinto. miglior tempo di manche (58.85), settori al vertice dove la velocità va portata fuori. La sua seconda è diretta, energica, coraggiosa: sfrutta i dossi, tiene il carico, entra nel muro con scelta. Un gigante sciato “da velocità”, come quando la fiducia fa scorrere gli sci.

Dentro la top ten Lara Della Mea, decima. La sua gara resta solida: prima parte ordinata, seconda in progressione, meno spazio dove serviva l’ultimo passo per restare attaccata al gruppo davanti. La continuità c’è, il margine pure.

A seguire Ilaria Ghisalberti chiude ventottesima, Alice Pazzaglia trentesima, Ambra Pomarè trentunesima, quindi rimane senza punti, ma torna a casa con la soddisfazione della sua prima qualifica in Coppa del Mondo

La classifica del gigante

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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