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GS Maribor: Shiffrin & Vlhova, pari e patta

Colpo di scena, Mikaela Shiffrin commette un errorino sul muro finale e butta via quasi mezzo secondo che aveva di vantaggio su Petra Vlhova. La slovacca, autrice di una seconda manche favolosa, premiata col miglior tempo, così sale sul gradino più alto del podio assieme a Miki. E questo per l’americana è una situazione abbastanza insopportabile. Non è antipatica Miki, ma è molto severa con se stessa, per questo al traguardo, pur con la prima posizione, non è contenta! Petra invece non sta più nella pelle. Questo continuo infastidire Miki le piace da morire perché è sempre più consapevole che può correre sia in slalomn che in gigante sullo stesso piano. O almeno ha le possibilità di batterla.  E’ invece crollata  Tessa Worley ma la francesina se non è al 100 per 100 fisicamente non riesce più a fare la differenza. Stava portando a casa una splendida seconda manche, ma un errore gravissimo, quasi al punto di fermarsi, l’ha costretta alla resa e a finire al nono posto.  Grazie a questo inaspettato colpo di scena, Ragnhild Mowinckel si è ritrovata sul terzo gradino del podio, a dir poco insperato, ma tutto meritato perché è stata capace di cambiare atteggiamento rispetto a quello assunto nel primo run e a far segnare il quarto tempo di manche.

Da segnalare una seconda manche di alto spessore di Wendy Holdener, quarta, davanti a Sara Hector, peccato che la forte atleta elvetica in gigante dificilemnte riesce a mettere a segno due manche allo stesso modo. Cosa che invece non è riuscita a fare Marta Bassino, stranamente confusa anche nel tratto a lei più congeniale. Con uno dei peggiori tempi della seconda manche (il ventesimo) è retrocessa in settima posizione. ma senza di lei la gara Azzurra sarebbe stata la peggiore in assoluto. Manca in classifica Federica Brignone uscita nella prima manche quando stava correndo sullo stesso piano di Mikaela e Petra. Ora è quarta nella classifica di specialità ma la distanza dalla testa di Shiffrin (145 punti) è ormai quasi incolmabile

Una Sofia Goggia, 19esima a due marce: molto brava nella prima parte, confusa nella seconda, quella più ripida dove ha preferito andare un poco troppo dritta sul palo il che l’ha costretta a superare alcuni passaggi all’ultimo. Ma ci sta, senza pali nelle gambe manca il senso del ritmo e delle linee in rapporto alla velocità. Come primo gigante della stagione non c’è male. Non è invece riuscita a fare il tempo Francesca Marsaglia, più per un errore di interpretazione. Un 27esimo posto che non la soddisfa ma che le restituisce qualche punticino. Questa gara le serviva anche per cvonvincere i tecnici a inserirla nel quartetto del gigante, posto che si giocherà con Irene Curtoni, oggi non qualificata ma ricordiamo che la valtellinese viene da un mese di stop a causa della lombalgia.

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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