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GS Semmering: otto in mezzo secondo

Su una pista “soft”, sia per il manto nevoso morbido, sia per le pendenze appena accennate, Mikaela Shiffrin si trova al comando della prima manche del gigante di Semmering, quello che due anni fa ha vinto due volte, un giorno dopo l’altro, per poi portarsi a casa anche lo slalom. Il vantaggio è pochissimo, solo 2/100 su Stephanie Brunner che sta inserendo molta eleganza e leggerezza nella sua sciata. Poi Ragnhild Mowinckel che di centesimi ne perde solo 3, ritardo che si è concretizzato nell’unico passaggio ostico per tutte: il salto nascosto di una stradina tra una porta e l’altra: qui la norvegese ha perso più di tutte e questo fa pensare che gradisca molto queste pendenze e queste nevi. La migliore in questo punto si è rivelata Petra Vlhova, sempre più decisa a punzecchiare Mikaela anche se non è ancora il suo campo preferito. 6/100 dall’americana la proiettano in lotta per la vittoria, anche perché si è trovata bene su questo mare di sale. Così come Anna Veith che non ha perso il vizio di far scorrere gli sci quando il pendio non ti aiuta: quinta a +12/100. Situazione che invece Brignone e Worley non sopportano. Federica, quinta, ha saputo fare la differenza nelle ultime 10 porte dove ha recuperato su Mikaela Shiffrin quasi mezzo secondo, e non è poco. 18 i centesimi da recuperare sull’americana. Tessa invece ha bisogno del duro e di una maggiore velocità per essere imbattibile. Per lei sarà un poco più impegnativo puntare al podio, perché 44/100 non sono pochi. E lo sarà ancora di più per Wendy Holdener, ottava a +51/100. Tra le big non abbiamo citato Viktoria Rebensburg: la tedesca c’è, ma è decima a +64/100 perché su quella stradina è stata orrenda, l’opposto di Frida Hansdotter, la migliore in quel punto, anche se si è persa nel primo tratto: nona a +57/100.

A poco più di un secondo Irene Curtoni, che con un ritardo di 1″09 precede Marta Bassino che paga 1″15.
Dal punto di vista dello spettacolo questo giogante regala davvero poco: pista banalissima e terreno che non lascia esprimere al massimo la tecnica. Il cronometro però lo rende particolarmente avvincente proprio per i distacchi così ridotti: sei atlete in 18 centesimi, tredici atlete in meno di un secondo.

La seconda manche alle 13:30

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.