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GS Skilv Cup: a Pozza, Fanti e D’Antonio sul podio. A Zingerle la gara mascjile

Sulla pista Aloch di Pozza di Fassa, una delle più ripide, compatte e selettive del panorama alpino, va in scena un gigante Fis (Skilv Cup, la ex Baltic Cup) che non concede appigli né tregua. Tracciato corto, pendenza costante, ritmo spezzato: la Aloch fa la Aloch, separa subito chi regge la pressione da chi perde il filo.

A vincere è la svizzera Lara Baumann, impeccabile soprattutto nella seconda manche, dove costruisce il successo con il miglior tempo parziale e chiude in 1’43”93. Una prova solida, senza sbavature, che le permette di risalire e prendersi il gradino più alto del podio su una pista che non perdona.

Alle sue spalle, distanziata di 47 centesimi, arriva Francesca Fanti, autrice di una gara di altissimo livello. Prima nella prima manche, l’azzurra paga qualcosa nella seconda ma conferma qualità, continuità e una gestione matura del tracciato più duro. Il podio di Pozza di Fassa è un segnale chiaro.

Terzo posto per la 16enne Giada D’Antonio, che costruisce la rimonta nella seconda discesa (2° miglior tempo) e chiude a +1”04, dimostrando grande capacità di adattamento su un pendio che cambia ritmo e consistenza metro dopo metro. Una bella boccata d’ossigeno per la giovane partenopea, uscita nei 2 giganti e slalom nel circuito nordamericano e nello slalom di Flachau, dopo un brutto periodo passato a curare l’influenza.

Appena ai piedi la “slalomista” del podio Beatrice Sola, quarta a +1”07, con una gara regolare ma penalizzata da qualche perdita nel tratto finale della seconda manche. Quinta la bulgara Anina Zurbriggen, seguita da una pattuglia azzurra compatta e combattiva.

In sesta posizione chiude Emilia Mondinelli, protagonista di una seconda manche incisiva, mentre al settimo posto ex aequo troviamo la canadese Simone St-Pierre e Sofia Parravicini, staccate di 1”83 dalla vincitrice. Nella top ten anche Maria Toja, decima, dopo una prima manche brillante seguita da una seconda più complicata.

La gara è stata segnata anche da numerose uscite e ritiri: segno evidente di quanto la Aloch richieda precisione assoluta, soprattutto nei cambi di pendenza e nei passaggi in compressione, dove basta un attimo per perdere la linea.

Nella prova maschile successo dell’azzurro Hannes Zingerle, che chiude in 1’34”89 grazie al miglior tempo nella prima manche. Seconda posizione per lo statunitense Cooper Cornelius a +0”13, terzo il norvegese Louis Gustav Fausa a +0”17.
Quarto lo spagnolo Tomas Barata Mercadal (+0”19), quinto l’italiano Lorenzo Thomas Bini (+0”25).
Nella top ten anche Nicolò Pedroncelli (8° a +0”86), Marco De Zanna (11° a +0”99) e Mattia Alverà (15° a +1”32).
Gara segnata da diversi ritiri, a conferma dell’elevato tasso di difficoltà della pista Aloch.

Foto Virna Pierobon

La classifica del gigante femminile

La classifica del gigante maschile

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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