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GS SOELDEN: MAGICAFEDE!!!

Cosa possiamo dire… Magnifica? Stratosferica? Splendida? Magica? Scegliete pure l’aggettivo che preferite, perché Federica Brignone li merita tutti. Sulle nevi austriache di Soelden ha colto la sua prima vittoria in Coppa del Mondo e lo ha fatto al termine di una gara memorabile. Non ha mai smesso di attaccare, fregandose del grande vantaggio accumulato nella prima manche. E’ cresciuta, maturata, anche se sembra sempre una giovane promessa dello sci Azzurro. Ecco, la promessa ora è diventata una certezza. Non ha tradito le attese Michaela Shiffrin che ha sciato in maniera impeccabile, con grande controllo. Non ha voluto rischiare nella parte più complicata per poi lanciarsi nella seconda e conclusiva zona della pista. Seconda alle spalle di Federica con un ritardo di 85/100. Alle sue spalle Tina Weirather, in difficoltà sul ghiaccio ripido, ma velocissima sul piano, dove ha recuperato mezzo secondo su Lara Gut. Sta recuperando bene la ragazza del Liechtenstein, e potremmo vederla lottare per la vittoria della classifica generale, soprattutto se dimostrerà questo ottimo stato di forma che le consente di sciare con dolcezza e grande sicurezza. Lara Gut (quarta) dopo una prima discesa condotta con un pochino di patema, ha messo il turbo nella sua seconda chance e avrebbe meritato di salire sul terzo gradino del podio. Ha lottato, aggredito il muro e ha lasciato bene andare i suoi nuovi Head sul pianoro finale.  Sara Hector (settima) non ha brillato come nella prima manche e si è dovuta accontentare di un buon piazzamento quando avrebbe potuto lottare per il podio. Irene Curtoni (nona) dopo una manche d’apertura fatta di grinta e precisione, ha commesso troppe imprecisioni nella seconda, con pieghe pericolose che le hanno fatto perdere spesso la line ideale di curva. Concludere comunque la prima gara della stagione tra le dieci fa bene al morale. Tessa Worley (quinta) è tornata. Con una splendida seconda manche ha recuperato terreno, sciando come sapeva fare prima dell’incidente del 2013. La vedremo spesso tra le leader. La tedesca Viktoria Rebensburg (sesta) brutta nella prima, ha completamente cambiato tattica: traiettorie ampie, lontana dai pali e velocità sempre elevata, il che le è servito per andare come un siluro nella parte conclusiva e segnare il miglior tempo nella seconda manche. Nel 2010 vinse quand Moelgg salì sul terzo gradino del podio. In ritardo tutte le svedesi, fatto salvo Sara Hector, già autrice di una buona prima manche, conclusa al quinto posto davanti alla nostra Irene Curtoni. Strano che la slalomista Frida Hansdotter abbia fatto meglio delle specialiste  Kajsa Kling e Maria Pietilae-Holmner finite lontane dalle migliori.
Esce con le ossa rotte l’Austria: Eva-Maria Brem,  migliore della squadra, ha saputo concludere soltanto all’ottavo posto, confermando il deludente risultato ottenuto a metà gara. Nessun acuto anche da parte di Michaela Kirchgasser.

LE ALTRE ITALIANE
Nadia Fanchini
(undicesima) non ha gradito molto questo percorso che forse poco si addice alle sue caratteristiche, ma ha comunque dimostrato di poter competere su piste meno ripide. Sofia Goggia (sedicesima) dopo averci stupito nella prima manche dove ha colto il tredicesimo miglior tempo partendo col 42, nella prova finale ha corso a corrente alternata. Ha pasticciato in alcuni passaggi perdendo molto tempo per poi recuperare terreno soprattutto sul finale. Comunque è un ottimo risultato, se non altro per la fiducia che ceramente avrà ritrovato in se stessa. Elena Curtoni (quattordicesima) brava nella prova d’apertura, ha cercato più che altro di trovare un buon feeling in questa specialità e tutto sommato c’è riuscita. Un po’ meno efficace sul muro, ha recuperato terreno sulla parte finale. Manuela Moelgg (dodicesima) ha sciato meglio che nella prima manche, dove però aveva accumulato troppo distacco per sperare di entrare nelle dieci. Col settimo tempo di manche lascia aperte le speranze di una stagione miogliore rispetto alle ultime due. Nicole Agnelli non ha intepretato bene la sua discesa, spesso scomposta con la spalla interna bassa e l’esterno un po’ a spasso, il che l’ha costretta a uscire dal percorso.

Ricordiamo che nella prima anche rano uscite Marta Bassino e Karoline Pichler, mentre Francesca Marsaglia non è partita per un improvviso stato influenzale

Ranking

RANK BIB NAME NAT RUN 1 Rk1 RUN 2 Rk2 TOTAL DIFF
1 2 BRIGNONE Federica

ITA

1:10.11 1 +0.68 9 2:24.27
2 5 SHIFFRIN Mikaela

USA

+0.95 2 +0.58 6 2:25.12 +0.85
3 7 WEIRATHER Tina

LIE

+1.42 3 +0.51 4 2:25.52 +1.25
4 16 GUT Lara

SUI

+1.51 4 +0.56 5 2:25.66 +1.39
5 15 WORLEY Tessa

FRA

+2.08 7 +0.32 2 2:25.99 +1.72
6 1 REBENSBURG Viktoria

GER

+2.96 12 1:13.48 1 2:26.55 +2.28
7 6 HECTOR Sara

SWE

+1.53 5 +1.56 22 2:26.68 +2.41
8 4 BREM Eva-Maria

AUT

+2.30 9 +1.26 15 2:27.15 +2.88
9 9 CURTONI Irene

ITA

+1.92 6 +1.66 24 2:27.17 +2.90
10 10 HANSDOTTER Frida

SWE

+3.36 20 +0.34 3 2:27.29 +3.02
11 3 FANCHINI Nadia

ITA

+2.75 11 +1.03 13 2:27.37 +3.10
12 17 MOELGG Manuela

ITA

+3.26 17 +0.65 7 2:27.50 +3.23
13 20 BARIOZ Taina

FRA

+3.11 14 +0.85 12 2:27.55 +3.28
14 23 CURTONI Elena

ITA

+3.18 15 +1.17 14 2:27.94 +3.67
15 8 PREFONTAINE Marie-Pier

CAN

+2.63 10 +1.78 25 2:28.00 +3.73
16 42 GOGGIA Sofia

ITA

+3.07 13 +1.40 20 2:28.06 +3.79
17 31 BARTHET Anne-Sophie

FRA

+3.78 23 +0.79 11 2:28.16 +3.89
18 12 LOESETH Nina

NOR

+3.97 25 +0.67 8 2:28.23 +3.96
19 14 KIRCHGASSER Michaela

AUT

+3.21 16 +1.56 22 2:28.36 +4.09
20 49 SUTER Jasmina

SUI

+3.57 22 +1.42 21 2:28.58 +4.31
21 26 KLING Kajsa

SWE

+4.32 30 +0.76 10 2:28.67 +4.40
22 11 PIETILAE-HOLMNER Maria

SWE

+3.32 19 +1.94 27 2:28.85 +4.58
23 28 SIEBENHOFER Ramona

AUT

+3.49 21 +1.81 26 2:28.89 +4.62
24 30 HASEGAWA Emi

JPN

+4.09 26 +1.26 15 2:28.94 +4.67
25 24 GAGNON Marie-Michele

CAN

+4.23 27 +1.27 17 2:29.09 +4.82
26 38 HOLDENER Wendy

SUI

+4.26 28 +1.38 19 2:29.23 +4.96
27 25 LAVTAR Katarina

SLO

+4.30 29 +1.35 18 2:29.24 +4.97
34 TILLEY Alexandra

GBR

+3.78 23 DNF
22 AGNELLI Nicole

ITA

+3.30 18 DNF
13 MOWINCKEL Ragnhild

NOR

+2.27 8 DNF

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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