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Haugan e McGrath in allenamento in Paganella con un “allenatore” speciale!

La rincorsa norvegese verso la 3Tre è partita oggi dalla Paganella, la montagna incastonata tra le Dolomiti di Brenta e la valle dell’Adige. Qui la squadra maschile dello slalom ha acceso il motore in vista dell’appuntamento di mercoledì sera sul Canalone Miramonti, a Madonna di Campiglio, tappa simbolo della Coppa del Mondo e passaggio chiave nella marcia di avvicinamento ai Giochi di Milano Cortina 2026, ormai a un mese dall’apertura.

Nel mezzo, sei gare di Coppa del Mondo che serviranno a misurare condizione e ambizioni di Timon Ludvig Haugan, Atle Lie McGrath, Theodor Brækken, Erik Solberg, Hans Grahl Madsen e del giovanissimo Oscar Sandvik, già qualificato per l’Olimpiade e tutt’altro che in vena di aspettare.

Questa mattina Haugan ha lavorato a parte, dedicandosi a sciata libera e sensazioni, mentre il resto del gruppo ha infilato una serie di manche in gigante sull’Olimpionica: una pista che non ha bisogno di presentazioni e che negli anni ha visto passare nomi pesanti come Bode Miller, Ted Ligety, Aksel Lund Svindal, Aleksander Aamodt Kilde e Mikaela Shiffrin.
Quest’anno, sulla Paganella, anche passaggi di Austria e Stati Uniti: allenamenti incrociati, confronti tecnici, scambi di dettagli. A seguire la pattuglia norge ci sono il capo allenatore Michael Sutti Rottensteiner, con Ola Masdal e Andrea Kollenborg.

Finite le fatiche, la pausa è diventata rito. Alla Norge Hut, la Casa Norvegia allestita al Rifugio Dosson, caffè, tiramisù — dolce che spopola tra i “vichinghi” dello sci — due chiacchiere e una foto con Francesco Moser. Il campione trentino è ormai un amico fisso della squadra, ospite abituale a Maso Warth per giornate di relax lontano dai cronometri.

Tra una brioche farcita e un commento (“beautiful”), lo sguardo va già a Campiglio. «Madonna per me sarà sempre speciale – racconta. Timon Haugan –. È stata la mia prima gara qui nel 2017. È una pista che sento, dove ho già fatto buoni risultati. In notturna sul Miramonti non vedo l’ora di tornare: il mio miglior piazzamento è un quarto posto e quest’anno voglio fare meglio. Paganella e Trentino sono il nostro rifugio alpino. Veniamo così spesso che sembrano casa. E Madonna è dietro l’angolo».

Atle Lie McGrath, guascone del gruppo, miscela perfetta di anima americana e sangue norvegese, sorride:
«Iniziare il 2026 qui, a un mese dalle Olimpiadi, è speciale. Prima ci sono sette gare, tante e bellissime. Campiglio è una delle notturne più leggendarie: scii nella storia. La Paganella è uno dei miei posti preferiti, la pista è fantastica, durissima, quasi più di una gara di Coppa. La vittoria in Alta Badia dopo essermi allenato qui lo dimostra. E poi dove trovi una pista che a metà ti regala una colazione così? Il tiramisù? 9.5, forse 9.9. Quasi perfetto».

Haugan e McGrath inseguono la seconda vittoria stagionale — la sesta in carriera per il primo, la quinta per il secondo. Ma l’attenzione resta alta anche su Sandvik: giovane, già dentro il mondo olimpico, e con la chiara intenzione di non limitarsi al ruolo di promessa.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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