Gare

Hirscher: “Sì alla combi, ma non così”

Alexis Pinturault: Sono felicissimo, non bado ai 23/100 persi con piccoli errori, ma va benissimo l’argento. E’ il mio secondo podio olimpico e il secondo con un compagno di squadra!
Muffat-Jeandet: “Dopo la discesa avevo perso le speranze ed ho affrontato lo slalom molto rilassato, perdendo cioè quella tensione gonistica che ti sale in gola quando sai che ti puoi giocare la vittoria. In slalom ci ho provato e tagliato il traguardo non ero certo di avere fatto una grande manche, anche perché dopo di me era sceso Ligety, molto vicino e con tutto il rispetto per il fuoriclasse americano, in slalom è da tempo che fa poco. In realtà abbiamo fatto entrambi una discesa molto bella e la mia è bastata per vincere la medaglia. Quando poi ho visto le prove di Hirscher e Pinturault ho iniziato a crederci seriamente”.

Potrebbe essere l’ultima combinata della storia olimpica…
I due francesi rispondono all’unisono: “Sarebbe un peccato, è l’unica gara dove si incrociano discesisti e slalomisti e sarebbe un peccato non premiare la policvalenza”. Su questo argomento si è espresso anche Marcel Hirscher: “Io sono favorevole alla specialità, ma non con queste regole. Preferirei il superG al posto della discesa, specialità che per uno slalomista, richiede troppo sforzo fisico, considerando le prove“.

Il campione austriaco sulla gara: “Non me lo aspettavo assolutamente. E’ ststo un rischio per me partecipare perché noin mettevo gli sci da discesa da un anno. Inoltre, pensiamoci, io sono qui a prendermi secondi dai discesisti, nel frsattempo Kristoffersen è a casa ad allenarsio in gigante e slalom. Ho voluto comunque prendermi il rischio, perché era un’occasione. Ma se fossi arrivsto ventesimo tutti mi avrebbero dato del cretino. Il mio obiettivo in discesa era stare nei trenta per cui al termine della prima manche ero felicissimo. Lo slalom non era per niente facile e poi, confesso, un minimo di angoscis, tutti aspettavno la mia prima medaglia olimnpica ed eccola qui. Correrò le prossime gare con un filo di presisone in meno“.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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