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Hockey, Hughes decide all’overtime: gli Stati Uniti tornano sul trono olimpico

Milano consegna all’hockey una finale che resta nella memoria. Stati Uniti e Canada si affrontano per l’oro in un confronto carico di storia, tecnica e intensità. La partita si chiude al supplementare: dopo 1’41” di overtime è Jack Hughes a trovare lo spazio giusto davanti a Jordan Binnington e a firmare il 2-1 che vale il titolo.

Per gli Stati Uniti è il terzo oro olimpico della loro storia e il primo da oltre quattro decenni. Un traguardo che riporta il Paese al centro della scena mondiale in una delle rivalità più profonde dello sport.

La gara vive su ritmi altissimi sin dalle prime battute. Dopo sei minuti Matt Boldy rompe l’equilibrio: accelera, supera la difesa canadese e batte Binnington per l’1-0. Il Canada reagisce con pressione continua. Connor Hellebuyck diventa il riferimento della serata americana: interventi in sequenza, respinte decisive, gestione del traffico davanti alla porta.

Il pareggio arriva al 39’: Cale Makar finalizza una lunga fase offensiva e riporta il punteggio sull’1-1 dopo un secondo periodo giocato quasi interamente nella metà campo statunitense.

Il terzo tempo è una battaglia di ritmo e nervi. Il Canada produce volume di tiro, gli Stati Uniti tengono struttura e disciplina. Nessuna delle due squadre trova il colpo risolutivo nei sessanta minuti regolamentari. I tiri raccontano un dominio territoriale canadese, ma il punteggio resta bloccato.

Nel supplementare la partita si concentra in pochi secondi. Un cambio rapido, un passaggio nello slot, Hughes controlla e conclude con precisione. Il disco supera Binnington e libera la panchina americana. Milano esplode.

La finale conferma il valore tecnico di entrambe le squadre. Il Canada affronta la gara senza Sidney Crosby, fermato dall’infortunio nei quarti, ma mantiene struttura e qualità. Gli Stati Uniti rispondono con velocità, organizzazione difensiva e concretezza nei momenti decisivi.

L’oro olimpico di Milano segna una nuova pagina nella rivalità nordamericana. Una partita completa, intensa, giocata fino all’ultimo metro di ghiaccio. E un nome che entra nel racconto di questa Olimpiade: Jack Hughes.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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