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Il parallelo di Lech è di Andreja Slokar! Quarta Marta Bassino

Il parallelo di Lech è di Andreja Slokar! Quarta Marta Bassino.
Sotto una nevicata abbastanza fitta e bagnata, Marta Bassino non riesce a conquistare il primo podio stagionale nel parallelo di Lech.

È quarta l’Azzurra avendo perduto la sfida nella small final contro la norvegese Kristin Lysdhal. Ed anche se la Norvegia ne piazza due sul podio (3 nelle prime sei), col secondo posto di Thea Louise Stjernesund e il terzo di Kristin Lysdhal, è la Slovenja a impazzire di gioia per la vittoria di Andreja Slokar.

Bravissima la 24enne slovena che eppure ha dovuto recuperare nella seconda sfida con la norvegese, rischiando tutto quello che aveva. Questo è il dato più rilevante: concentrazione, e grinta che non distrae l’esecuzione della tecnica. La rivedremo sicuramente nelle prossime gare “vere” da protagonista, perché ha dimostrato di saper sciare davvero bene.

Comunque non è certo un caso che nelle qualifiche di questa mattina le 4 finaliste erano finite ai primi cinque posto. 1a Stjernesund, 2a Slokar, 3a Lysdhal, 5a Marta.

Marta aveva perso l’opportunità della vittoria uscendo in semifinale, nella prima manche con Stjernesund, ma poi nella sfida per il terzo posto con la Lysdhal non si era persa d’animo affidandosi alla sua proverbiale tecnica “felpata”.

Dopo aver vinto la prima sfida per ben 35/100, ponendo il ritorno quasi una formalità,  non si è ripetuta, e ha tagliato il traguardo con +10/100. Significa che in una manche così breve ha perso 45/100. Qualcosa non ha funzionato in maniera abbastanza sorprendente. Probabilmente sono i fumi del parallelo che prevalgono a volte sul tasso tecnico. Che nel parallelo è inferiore alle altre gare.

La semifinale
Marta si ritrova con l’atleta più in forma di giornata, la norvegese Thea Louise Stjernesund, autrice del miglior tempo in qualifica questa mattina e arrivata fino a qui battendo l’elvetica Kasper e la compagna di squadra Monsen.
Purtroppo l’Azzurra perde l’esterno al sesto passaggio e scivola via per la tangente. Recuperare mezzo secondo alla norvegese è impossibile. Per cui Marta si accomoda nella finalina per il terzo posto dove incontrerà Kristin Lisdhal.

Nell’altra sfida, infatti è la slovena Andreja Slokar ad avere la meglio sulla norvegese Kristin Lysdhal che aveva vinto per 17/100 la prima manche per poi perdere d’un soffio la seconda.

Per decidere i posti tra il 5° e l’8°,  nella prima fase, Marte Monsen si fa battere da Lena Dürr e Sarah Hector prevale su Tina Robnik. Poi la norvegese

I quarti
Il derby norvegese se lo aggiudica la Stjernesund che batte Marte Monsen di 15/100 nella prima manche, che diventano poi 0,25 dopo la seconda, anche se Tina rischia di finire out proprio in vista del traguardo. Lena Dürr invece supera Marta Bassino per soli 4 centesimi nella prima. nel ritorno c’è però un’altra solfa e l’Azzurra, giunta a metà percorso, sulla blu (più veloce in quel passaggio), scappa via e si aggiudica il passaggio con +0,37. In grande forma Kristin Lysdhal che dà 27/100 a Tina Robnik e mette via la pratica ottavi guadagnando il passaggio in semifinale con quasi mezzo secondo di vantaggio. Nell’ultimo match, Andreja Slokar ha la meglio su Sara Hector (+0,23) che recupera ma non per passare il turno: +0,14.

Gli ottavi
Marta
aveva perduto la prima sfida degli ottavi con l’elvetica  Andrea Ellenberger per 14 i centesimi, ma poi si è rifatta ampiamente nel ritorno (sulla blu), passando il turno con un bel +36/100. Meno bene era andata per Lara Gut-Behrami che dovendo recuperare sulla Monsen, è saltata fuori dal tracciato incapace di combattere un passaggio reso difficile da una lieve compressione. Qualificate per i quarti invece Stjernesund su Kasper, Lena Durr su Gasienica-Daniel, Kristin Lysdahl su Brunner, Tina Robnik su Moerzinger, Hector su Liensberger (uscita) e Slokar su Frasse Sombet parallelo Lech Andreja Slokar

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.