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Il pianto di Shiffrin, il sorriso di Hirscher

Due modi differenti per reagire al sollevamento vero sil cielo della Sfera di Cristallo: Mikaela Shiffrin non ha retto più e si è abbandonata a una cascata di lacrime tenere quanto vere. Con loro se nè andata via anche quell’enorme tensione che vive dentro di lei fin da quando è stato deciso che un giorno avrebbe vinto la Coppa del mondo. Dall’altra parte i dentoni di Marcel Hirscher che ormai patisce di crampi alle mascelle. Si dice sia un atleta freddo, che non si strappa i capelli come dovrebbe quando vince una gara. Allora, ha vinto 6 coppe del mondo consecutive, ha 20 vittorie, 22 secondi posti, 7 terzi posti in slalom; 22 vittorie, 16 secondi posti, 9 terzi posto in gigante, 1 vittaria e 2 terzi posti in superG, 3 secondi posti e due terzi posto in combinata, due vittorie e un secondo posto nel city event. Il totale fa 45 vittorie, 42 secondi posti, 20 terzi posti, 107 volte sul podio. Mica è finita, a questo aggiungiamo l’argento alle Olimpiadi di Sochi, 6 ori e 3 argenti ai Mondiali. E poi le 4 coppe di specialità conquistate in slalome  in gigante. Diciamo che dopo un po’ a un atleta non basta nemmeno più la vittoria per impazzire di gioia. Esistono altri obiettivi, che soltanto lui conosce. I numeri di Miukaela Shiffrin sono ancora più impresisonanti, in rapporto alle stagioni fatte:  25 le vittorie ottenute in slalom più due secondi posti e 5 terzi. In gigante diciamo che ha appena iniziato a divertirsi: 4 vittorie, 2 secondi posti e 2 terzi posti. Poi manca 1 vittoria in combinata alpina, una nel city event dove ha colto anche un terzo posto. Da non dimenticare l’oro olimpico di Sochi in sallom e  i 3 ori e l’argento conquistati ai Campionati del Mondo. A Miki mancava la Sfera di cristallo generale che al primo dichiarato tentativo è stata subito vinta. Inutile tirare in ballo l’infortunio di Lara Gut, perché se si dovessero considerare questi episodi bisognerebbe riscrivere parecchie stagioni nella storia dello sci. Ha vinto e basta!
Accostiamo queste due immagini emblematiche. Il ghigno di Hirscher, abbastanza freddo e costruito sembra suggerisce a Shiffrin a denti stretti: “Sorridi sciocchina che ci sono le telecamere e le macchine dei fotografi!“.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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