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Innerhofer: “Ho copiato Janka”

Il tredicesimo podio della carriera in Coppa del mondo ha un sapore speciale per Christof Innerhofer, che dopo due anni di astinenza a causa soprattutto della sua schiena ballerina può finalmente tornare a respirare l’aria delle zone altissime della classifica. “Nel corso della ricognizione mi sono accorto che la tracciatura non era affatto facile, specie nella prima parte – racconta il finanziere altoatesino . Ho visto scendere Janka e mi sono concentrato sulle sue linee per metterle in pratica, soprattutto nella parte centrale. Il mio set oggi era buono e quando ho visto il mio tempo sono rimasto soddisfatto, mi e’ scappato proprio un bel sorriso. Ho fatto un buon numero di podi in carriera ma oggi è una giornata un po’ diversa dal solito, mi sento emozionato. In questo periodo la schiena non mi dà problemi e riesco a sciare con maggiore serenità, ringrazio tutto lo staff e il nostro fisioterapista Paolo Cucchetti che sta facendo un ottimo lavoro“.

Ski World Cup 2015-2016. Christof Innerhofer (ITA) - Super G -  Jeongseon (KOR) 07-02-2016. foto (Shin Tanaka - Pentaphoto)
Ski World Cup 2015-2016. Christof Innerhofer (ITA) – Super G –
Jeongseon (KOR) 07-02-2016. foto (Shin Tanaka – Pentaphoto)

È stato un buon supergigante, c’era la giusta velocità. Nei giorni scorsi a proposito della discesa ho solo fatto notare quanto fosse strano che per oltre il 70% della gara si viaggia al di sotto dei 100 chilometri orari, credo per il divertimento di tutti e per il bene dello spettacolo occorra fare qualche accorgimento. Ho parlato con Hannes Trinkl (tracciatore di Coppa del mondo delle ore veloci, ndr) e lui è d’accordo che nella parte centrale si puo’ fare qualcosa per renderla più spettacolare, lavorando anche sui salti, dove in alcune parti non si vede la porta successiva. Qui ci siamo trovati tutti bene, ci sono bei appartamenti, camere accoglienti, si mangia bene, le piste di allenamento sono buone, non mi sono certo annoiato in questi giorni ma adesso ho voglia di tornare a casa“.

Dominik Paris è uscito invece dopo poche porte. “Probabilmente ho anticipato eccessivamente l’ingresso sulla porta e a metà curva sono scivolato sullo scarpone – racconta il forestale, secondo nella discesa di sabato -. Ho dovuto per forza di cose mollare e di conseguenza ho saltato la porta successiva. Peccato perchè oggi si poteva fare bene, mi sentivo nuovamente veloce. Il feeling è buono e ci riproverò nelle prossime gare“.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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