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Innerhofer: non dite che ho già vinto

Christof Innerhofer alla vigilia della discesa libera sembra sempre sereno, carico e concentrato. Anche dopo la seconda prova ha avuto ottime sensazioni e il suo risultato, trentesimo a più di 2 secondi, non deve allarmare nessuno, perché dopo i primi 50 secondi si è praticamente rialzato fino al traguardo: "Anche oggi ho avuto ottime sensazioni sugli sci – ha detto il neo campione del Mondo di superG – , mi sono rialzato perché è domani che bisogna andare forte, le prove non contano, quindi non conta il miglior tempo di ieri così come non contano i quasi 3" di oggi". Quasi tutti i giornalisti, stranieri compresi, scommettono su di lui "Sto bene, anche perchè la pressione ce l’hanno gli altri non certo io, ma non mettetemi la medaglia già al collo, domani non saremo in 3 ma in 70!". Purtroppo la pista è cambiata e come si è visto anche oggi nello slalom femminile, il terreno non sarà più ghiacciato come nel superG perché su Garmisch è arrivata una calura sciagurata. "In effetti purtroppo la pista è cambiata e i pronostici ora cambiano, se prima ero il favorito adesso non lo sono più". Una cosa è certa, saranno avvantaggiati i numeri bassi e Innerhofer sorteggerà tra l’8 e il 15. I discesisti top però avranno dal 15 in poi e in questo caso non possiamo che dare ragione alla polemica innescata l’indomani del superG da Bode Miller (LEGGI QUI). Più parla e più Christof sembra sereno e allo stesso tempo carichissimo, come se l’oro non l’avesse nemmeno scosso per sbaglio: "Non è cambiato niente per ora. Cioè, anzi, sì, però mi piace e la cosa non mi pesa affatto". Un’ultima considerazione riguardo al terreno: per un Innerhofer che gradisce il duro, c’è un Werner Heel che invece sa rendere di più su terreni più soffici. Dopo il superG era molto arrabbiato e questo potrebbe trasferirgli la voglia di spaccare il mondo domani. Oltre a Cuche, Svindal, Kroll e i soliti number one, Inner e Werner se la vedranno con altri due atleti che hanno voglia di lasciare un segno sulla Kandahar 1: Peter Fill e Dominik Paris. Siamo a un Mondiale dove sempre scattano meccanismi che superano qualsiasi pronostico. I numero ce li hanno e il podio è lì, pronto per essere aggredito! Non ci resta che attendere, perché ormai, dopo il superG, siamo in Paradiso!

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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