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Julia Mancuso, ci sei?

A vederla camminare, o meglio zoppicare per il parterre viene da chiedersi perché. Perché Julia Mancuso, una delle grandi dello sci femminile dell’ultimo decennio, viene ai Mondiali a prendersi quasi otto secondi nella prova di discesa? La domanda trova risposta direttamente dall’interessata, che per chi non lo sapesse nel 2016 è stata operata per un problema all’anca che si trascinava da tempo. Magrissima (grossa non è mai stata, ma ora le sue gambe sono veramente fini) Julia ha voglia di parlare e comincia raccontando che il suo programma qui a St. Moritz è di fare la combinata (venerdì 10), perché ultimamente lo slalom è la specialità in cui va meglio.

Tris doc di amerciane: Lindsey Vonn, Mikaela Shiffrin e Julia Mancuso al parterre di Cortina  (Pentaphoto)

«Ma se domani nella seconda prova capirò di non avere chance beccando di nuovo distacchi enormi lascerò perdere anche quella. Diciamo che l’obiettivo più a lungo termine è partecipare all’Olimpiade 2018 in Corea, per questo andrò alle gare preolimpiche di marzo per vedere e provare le piste, naturalmente sperando che nel frattempo la mia condizione fisica migliori. Sì, zoppico, ma a sciare non ho male e in effetti il 90% del mio allenamento lo faccio sulla neve».
Julia non gareggia dal marzo del 2015, l’ultimo dei suoi 36 podi in Coppa del Mondo risale al dicembre 2014, alla discesa di Lake Louise.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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