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Klæbo al sesto centro: dominio norvegese nella 50 km TC. Daprà 18°, Pellegrino assente

Lago di Tesero (Val di Fiemme), 21 febbraio 2026 – Johannes Høsflot Klæbo entra definitivamente nella leggenda dello sci di fondo. Con la vittoria nella 50 chilometri in tecnica classica, disputata sul tracciato di Lago di Tesero, il norvegese chiude il suo percorso olimpico con un clamoroso sei su sei: sei gare, sei medaglie d’oro, tra prove individuali e staffette. Un dominio totale.

La gara, ultima prova del programma maschile, è stata impostata su ritmi altissimi fin dai primi chilometri. A fare l’andatura per oltre quaranta chilometri è stato il connazionale Martin Løwstrøm Nyenget, deciso a rendere selettiva la corsa sulla salita Zorzi, uno dei punti più duri del tracciato fiemmese. L’obiettivo era logorare Klæbo prima del finale. Tentativo generoso, ma senza esito.

Sulla salita Zorzi Klæbo cambia passo. Allunga, spezza il gruppo, lascia sul posto lo stesso Nyenget e prende definitivamente il largo. Chiude in 2h07’07”1, con 17”6 di vantaggio su Nyenget. A completare il podio tutto norvegese è Emil Iversen, terzo a 46”, staccatosi dal treno di testa solo negli ultimi chilometri. Una prova di forza che certifica l’egemonia norvegese nel fondo maschile: ritmo, gestione, lucidità tattica e un finale che non lascia spazio a repliche.

Alle spalle del podio eccellente prestazione per il francese Théo Schely, quarto a 2’37”, mentre il russo Savelii Korostelev chiude quinto a 3’16”. Italia: Daprà il migliore, Pellegrino forfait. Per l’Italia il miglior risultato è il 18° posto di Simone Daprà, a 8’05”6 dal vincitore. Una gara solida, corsa con intelligenza nella parte centrale, ma senza il cambio di ritmo necessario per restare agganciato ai migliori. Ventiduesima piazza per Elia Barp, al debutto assoluto sulla distanza in un grande evento internazionale. Un’esperienza preziosa in chiave futura. Federico Pellegrino non ha preso il via a causa di una sindrome influenzale. Un’assenza pesante per il team azzurro, che perde così uno dei suoi uomini di riferimento proprio nella prova più iconica del fondo olimpico.

Sei ori, un’Olimpiade perfetta

Con questa vittoria Klæbo completa un’Olimpiade perfetta. Sei ori su sei gare disputate: sprint, skiathlon, staffetta, team sprint, 10 km e ora la 50 km classica. Numeri che lo proiettano in una dimensione storica. A Lago di Tesero la 50 chilometri non è stata soltanto una gara: è stata la consacrazione definitiva di un campione che ha imposto la propria superiorità tecnica e mentale su ogni terreno. La Val di Fiemme ha salutato così l’ultima prova maschile del fondo olimpico: sotto la neve, con il tricolore sugli spalti e la Norvegia ancora una volta in cima al podio.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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